Contratto, Sinasfa: urgente parlare di liberalizzazione orari, servizi e strumenti di tutela
Lo scenario della farmacia è cambiato e lo ha fatto rapidamente. Se l'urgenza alla base del rinnovo del contratto riguarda soprattutto un adeguamento economico, divenuto imprescindibile, anche sugli aspetti normativi, fermi a una formulazione del 2009, il gap da recuperare è elevato. Basti pensare a temi come liberalizzazione degli orari e gestione dei servizi, su cui mancano allo stato attuale regole e tutele. Ma a essere necessaria è anche la definizione di strumenti super partes per garantire il rispetto contrattuale. A lanciare la riflessione Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari (Sinasfa), che spiega: «La farmacia è una realtà particolare rispetto agli altri settori e si caratterizza per una presenza capillare di presidi con pochi dipendenti e per un quadro normativo di riferimento vincolante, che impatta inevitabilmente sull'organizzazione stessa del lavoro. Al contempo, si tratta di un settore in cui, in questi ultimi anni, si sono susseguiti molti interventi che hanno modificato lo scenario, mentre, al contrario, il contratto di lavoro, per quanto riguarda la parte normativa, è fermo al 2009. Uno degli aspetti che sta rappresentando una criticità sempre più avvertita dai farmacisti non titolari è la liberalizzazione degli orari: se l'orario viene prolungato, arrivando in alcuni casi a un'apertura h24, e il numero di dipendenti farmacisti, la cui presenza è obbligatoria, rimane lo stesso, o comunque non viene adeguato in maniera sufficiente, è chiaro che la gestione diventa gravosa e ricade sul dipendente». Ecco allora che «occorre definire al più presto una serie di regole e tutele sulla turnazione, con garanzie su orario massimo, riposi, straordinari e quant'altro, facendo anche in modo che la sua definizione sia oggetto di condivisione tra datore e dipendente». Altro tema su cui il gap è elevato è «tutto il capitolo dei servizi. Non è solo una questione di competenze e riconoscimenti da adeguare, come abbiamo più volte segnalato, ma c'è anche un tema di sicurezza personale che va affrontato, soprattutto laddove il servizio richieda il contatto diretto con il paziente, come nel caso dei test diagnostici, l'uso di strumentazioni, e così via». E qui c'è l'altra questione: «Proprio per le caratteristiche della realtà della farmacia, di cui abbiamo detto, c'è una elevata asimmetria tra datore di lavoro e dipendenti. Questo fa sì che il datore di lavoro abbia una serie di strumenti, dalla lettera di richiamo a un sistema sanzionatorio, per far rispettare il contratto. Ma quando è il datore di lavoro a non rispettare il contratto, il dipendente che possibilità ha per ottenere quanto è di suo diritto? Allo stato attuale, la strada che si apre al dipendente in caso di non rispetto delle regole contrattuali è spesso quella di ricorrere alle vie legali, ma questo significa che nella maggior parte dei casi il lavoratore preferisce lasciare le cose come stanno: c'è, forte, la paura di essere marchiati, che, una volta intrapresa questa strada, si crei terra bruciata. La necessità credo sia allora quella di mettere in campo strumenti perché le eventuali controversie possano essere risolte all'interno della categoria stessa e in maniera pacifica. Un'idea potrebbe essere quella di prevedere una commissione paritetica super partes e scelta da entrambi». Le problematiche, continua Imperadrice, «sono comunque molte, per prime quelle di cui tante volte abbiamo parlato, dell'adeguamento contrattuale, della questione della malattia, e così via. Quello che ci auguriamo è che anche il Sinasfa,in quanto rappresentante esclusivamente dei farmacisti non titolari, possa portarein qualche modo il suo contributo al tavolo delle trattative,come anche riteniamo importante che si intercettino le reali esigenze della categoria anche attraverso un incontro tra i rappresentanti dei farmacisti non titolari quali Sinasfa e Conasfa e Federfarma che ovviamente rappresenta i titolari. Ritengo che un incontro dove entrambi le parti possano confrontarsi a 360 gradi su tutte le criticità del sistema, potrebbe rivestire un importanza straordinaria per tutta la categoria e stemperare sospetti e pregiudizi LA farmacia è un sistema in rapida evoluzione e secondo noi richiede anche un profondo cambiamento della dinamica dei rapporti tra le parti, senza il quale difficilmente si potranno raggiungere gli obiettivi di un modello di farmacia realmente efficiente a al servizio della popolazione.
Francesca Giani
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