Politica e Sanità
19 Dicembre 2017Nei primi nove mesi del 2017, rispetto al 2016, il mercato dei farmaci equivalenti è cresciuto dello 0,5% sia a volumi che a valori e quello dei biosimilari, con le nove molecole in commercio, registra una crescita consolidata che porta il 13% di copertura del mercato di riferimento al 18%. È quanto emerge, rispettivamente, dal Report sui trend del mercato italiano di settore realizzato dal Centro Studi Assogenerici e dal report dell'Italian Biosimilar Group, gruppo appartenente ad Assogenerici.
In particolare, nel periodo di riferimento (gennaio-settembre) i generici hanno rappresentato il 21,14% del totale del mercato retail a confezioni (canale farmacia) e l'11,87% a valori (Sell In - tutte le classi di farmaci), con una crescita dello 0,5% sia a volumi che a valori rispetto al 2016. Il report attesta a 1.57 miliardi (in prezzi ex factory) il valore delle vendite nel canale retail, con un giro d'affari concentrato essenzialmente in classe A che assorbe l'89,2% a volumi e il 77,1% a valori del mercato totale dei farmaci generici, per un totale di 1,2 miliardi. Si conferma la "performance positiva evidenziata nei primi mesi dell'anno, a fronte dell'arretramento registrato dal totale del mercato farmaceutico retail (Classi A-C) (-0,4% a unità; -1,4% a valori) e dai brand a brevetto scaduto (-1,4% a unità; -2,6% a valori), il segmento dei farmaci generici cresce del 3,7% a volumi e del 6,5% a valori. Il peso degli equivalenti sul mercato complessivo a volumi si attesta al 21,14% a fronte del 25,01% dei farmaci patented e del 53,85% dei brand a brevetto scaduto che continuano ad assorbire il 72% del mercato off patent a volumi in tutte le classi contro il 28% coperto dagli equivalenti. Allo stesso modo, il peso degli equivalenti sul mercato complessivo a valori sempre nel canale all'11,87%, a fronte delle performance omogenee dei farmaci protetti (39,92%) e dei brand a brevetto scaduto (48,21%), mentre rappresentano - sempre a valori - il 20% del mercato fuori brevetto contro l'80% ancora detenuto dai brand a brevetto scaduto.".
Entrando nel dettaglio, i consumi di classe A nel periodo gennaio-settembre 2017 le confezioni rimborsate dal Ssn sono diminuite dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del con una flessione del 7,5% nell'area dei prodotti ancora coperti da brevetto. In crescita invece il segmento relativo ai farmaci a brevetto scaduto - in particolare degli equivalenti - che registrano una crescita dell'1,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Coerentemente in diminuzione anche la spesa rimborsata dal Ssn, diminuita nei primi nove mesi dell'anno dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2016, con una flessione del 7,3% per quanto concerne i prodotti ancora coperti da brevetto (2.847 mln contro i 3.072 mln del periodo gennaio- settembre 2016) e una crescita complessiva del segmento dei prodotti a brevetto scaduto che per i generici-equivalenti ha fatto registrare un aumento del 4,6%. Nel canale ospedaliero, infine, gli equivalenti hanno assorbito il 24,5% del mercato a volumi e il 5,8% del mercato a valori, performance decisamente contenuta a fronte della predominanza assoluta dei prodotti in esclusiva, titolari del 39,7% dei volumi e dell'87,2% del giro d'affari di settore.
Il report sui biosimilari indica un consolidamento della crescita: le nove molecole in commercio hanno assorbito il 18% del loro mercato di riferimento - rappresentato da epoetine, filgrastim, somatropina, follitropina alfa, infliximab, insulina glargine, etanercept, e dal neo entrato rituximab, per un totale di 7,07 milioni di unità di consumo a fronte dei 31,16 milioni di unità dei corrispondenti originator che controllano l'82% dello stesso mercato. In particolare il rapporto segnala in avanzata vigorosa tutte le quattro molecole biosimilari in commercio da oltre 3 anni: le epoetine, che tra gennaio e settembre hanno totalizzato il 66 % a volumi e il 58% a valori; il filgrastim, che detiene il 92% del mercato sia a volumi e a valori; la somatropina che assorbe il 28% a volumi e il 25% a valori; l'infliximab che detiene il 54% a volumi e il 51% a valori del proprio mercato di riferimento. Ritmi diversi, ma comunque positivi, per la performance delle molecole di più recente registrazione, che risentano chiaramente della temporalità delle gare ospedaliere: il biosimilare dell'etanercept, lanciato nell'ottobre 2016, a circa un anno dalla commercializzazione assorbe il 9% a volumi ed il 6% a valori del mercato nazionale della molecola; l'insulina glargine, in commercio da febbraio 2016, quota invece il 13% a volumi e il 12% a valori.
Simona Zazzetta
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