Politica e Sanità
22 Dicembre 2017Il ddl Lorenzin ora è legge ma se da una parte l'approvazione finale raccoglie il plauso del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e delle categorie professionali che vedono istituto il proprio ordine, dall'altra arriva il commento, nella dichiarazione di voto "favorevole, ma con riserva", del sen. Luigi d'Ambrosio Lettieri che sottolinea le manchevolezze delle modifiche apportate dalla Camera. Ad accogliere positivamente la nuova norma è il Ministro Lorenzin che in una nota ricorda di aver presentato il disegno di legge quasi 5 anni fa: «Ha avuto una gestazione lunghissima in Parlamento e introduce misure importantissime per la sanità e per 1 milione di persone che vi lavorano. Fondamentali novità per tutto il settore e perché si aggiunge un nuovo tassello fondamentale al percorso di riforma del sistema».
Il ministro nel ricordare le previsioni del dispositivo di legge osserva: «Affrontiamo dopo 70 anni la riforma degli Ordini professionali sanitari riconoscendo anche nuove professioni come quelle dell'osteopata e del chiropratico. Nel provvedimento vengono istituiti anche nuovi ordini professionali per infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di radiologia medica e professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione». Ed è proprio sulla riforma ordinistica che sen. d'Ambrosio ha sottolineato come le «modifiche apportate dalla Camera rischino di pregiudicarne il risultato». Secondo il senatore «non tengono conto delle asimmetrie elettorali per gli Ordini a livello provinciale e nazionale; del codice deontologico che così come disciplinato nella norma modificata potrebbe essere disapplicato in alcuni ambiti del territorio, privando così un Ordine del proprio codice etico che deve necessariamente avere una propria vigenza a livello nazionale. Così come le modifiche non tengono conto dei regolamenti interni vigenti e la loro compatibilità con le norme che vengono introdotte. Spero che l'odg approvato serva a dare una risposta puntuale e precisa e confido nelle iniziative che il ministro vorrà tempestivamente adottare perché possa sgomberarsi il campo da qualsiasi equivoco. C'è anche la questione della soppressione dai contorni misteriosi dell'art. 13, riguardante la farmacia dei servizi. Un articolo contenuto tra l'altro proprio nel testo del governo e poi inopinatamente soppresso alla Camera con un emendamento del Pd».
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