Politica e Sanità
22 Gennaio 2018L'orientamento dei consumatori e dei pazienti è di sempre maggiore disponibilità verso i prodotti a marchio e questo fenomeno sta diventando, di anno in anno, più rilevante anche nelle farmacie, soprattutto grazie al consiglio del farmacista. Dall'altra parte, «la Private Label si rivela strategica per la farmacia, grazie a un'alta marginalità, associata a un prezzo basso per il paziente». A fare la riflessione Davide Mazzarello, Responsabile Private Label Profar di Federfarma.Co che fa un bilancio dell'anno appena concluso: «I numeri Profar del 2017, rispetto all'anno precedente mostrano una crescita del 20%; i volumi sono aumentati grazie al numero di farmacie sempre maggiori che trattano Profar e all'incremento delle referenze a listino (attualmente circa 300). Segno questo di una maggiore fiducia, conoscenza e propensione all'acquisto da parte dell'utente e anche di un cambio di passo da parte delle farmacie».
Le categorie merceologiche possono comprendere Infanzia, Integratori, Igiene, Elettromedicali, Galenici, Occhi, Medicazione, Estate, Naturale, Sanitaria, Capelli, Antipediculosi, Vita di coppia. «Grazie alle economie di scala legate alla filiera di proprietà, che, per esempio, permette di abbattere i costi di distribuzione, la private label garantisce alta marginalità per le farmacie, anche del 10-20% in più rispetto ad altri prodotti della medesima categoria, e, soprattutto un costo al pubblico che in media del 30% inferiore rispetto ad altre marche». Un aspetto importante anche perché «il prezzo al pubblico aumenta la propensione dell'utente a provare il prodotto in autonomia quando esposto nel libero servizio; una volta provato, resta poi da parte del pubblico il percepito di un prodotto di alta qualità anche perché tutte le referenze sono prodotte con materie prime di elevata qualità da aziende certificate e formulate anche grazie alla professionalità ed ai suggerimenti di un comitato di farmacisti preparatori delle nostre Cooperative di tutta Italia. E d'altra parte, questa propensione del paziente deriva anche dal fatto che il marchio è riconducibile in via esclusiva alle farmacie, canale di cui si fida e in cui sa di poter trovare una risposta sanitaria ai suoi problemi. Resta fondamentale il consiglio del farmacista specialmente se per una determinata categoria merceologia è già presente un marchio forte; chi entra in farmacia è alla ricerca di una soluzione ad un bisogno di salute o di benessere e vuole una garanzia di qualità e di efficacia nella risposta. Questo solo il farmacista può dare».
Francesca Giani
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