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Politica e Sanità

26 Gennaio 2018

Cronicità, Petrosillo: farmacie in rete con gestori. In Lombardia rurali sono microerogatori


Mentre a livello regionale le farmacie rurali della Lombardia, grazie a una delibera in fine d'anno, hanno avuto il riconoscimento del ruolo di microerogatori nel modello lombardo di gestione della cronicità nell'ambito della riforma sanitaria regionale, prosegue la sperimentazione avviata dalle farmacie di Bergamo con un Gestore accreditato continuando a confermare che la strategia vincente per cogliere le opportunità è fare rete.
Questi o temi emersi nel corso della serata che si è svolta ieri presso la sede di Cef di Lallio (Bg), organizzata dai presidenti di Federfarma Bergamo e Federfarma Lecco Gianni Petrosillo e Andrea Braguti che hanno aperto il lavori. Nel modello lombardo di gestione della cronicità, è stato ricordato, i pazienti cronici sono affidati a un Gestore che può essere un'Asst, una clinica privata, un'aggregazione di Mmg o una rete di diversi soggetti e con la delibera del 28 dicembre 2017, è stato assegnato anche alle farmacie, per ora quelle rurali che operano in aree geograficamente disagiare, il ruolo di microerogatori. In questo percorso normativo regionale, ha spiegato Gianni Petrosillo presidente dei titolari di Bergamo «la farmacia aveva fatto capolino con la delibera di maggio del 2017, ma senza una concreta definizione di ruoli e competenze. È stato solo con la più recente delibera, quella del 28 dicembre 2017, che si è aperto un piccolo spiraglio, riconoscendo alla farmacia un ruolo di erogatore, di microerogatore, almeno per le farmacie che operano in aree disagiate (alta montagna e aree a bassa densità di popolazione). Nel frattempo, le farmacie bergamasche hanno avviato, già da giugno dello scorso anno (cfr. farmacista33 luglio 2017), uno speciale percorso e che le vede oggi in una posizione di vantaggio. La scelta di fare rete con il Gestore Sant'Andrea Onlus, ci ha anche portato a individuare un partner per l'allestimento di una piattaforma informatica di dialogo tra tutti i soggetti che lo compongono e tra questi e il Siss».





«Nell'esperienza che stiamo portando avanti - ha spiegato Cesare Maffeis, medico dirigente Rsa e rappresentante della filiera di gestione cronicità della Fondazione Sant'Andrea Onlus - abbiamo deciso di costruire l'intera filiera che copra la cronicità dagli aspetti sociali a quelli sanitari arrivando fino alle farmacie come ente erogatore di servizi. Abbiamo fatto in modo che, lavorando insieme a Federfarma Bergamo, tutti i soggetti del territorio si accordassero in rete e fossero accreditati dalla Regione Lombardia come parte della filiera. Con la delibera di fine dicembre il ruolo della farmacia, riconosciuto dalla normativa ma ancora non definito, è stato declinato introducendo il concetto di microerogatori che rompe un sistema finora rimasto vacuo. Ora la farmacia deve divenire un percorso in cui vengono erogati i servizi, in particolare quelli legati al monitoraggio della terapia perché se dal canto suo il gestore controllerà quanto prescrive, non controllerà quanto viene assunto dal paziente. La proiezione che nasce dal modello bergamasco è solo l'inizio perché la riforma avviata in Lombardia è prodromica a una legge sanitaria nazionale ed evolverà nel tempo. L'invito è a fare rete perché se in prima battuta i medici non aderiranno, il paziente sarà comunque invitato a scegliere un gestore e laddove i medici non hanno riposto i pazienti possono trovare un interlocutore nella farmacia, che è il primo presidio abituato, per vocazione, a parlare con il paziente».



L'evoluzione del ruolo della farmacia si inserisce in un percorso di trasformazione tuttora in corsa della stessa riforma sanitaria regionale, come ha precisato Mara Azzi, dg del'Ats Bergamo: «In fase iniziale Regione Lombardia non aveva considerato il ruolo delle farmacia, ma ora la riforma sta rimettendo in discussione il ruolo di tutti e con la definizione del ruolo delle rurali si è fatto un grande passo avanti. In una fase di sperimentazione come questa poter entrare nella rete è fondamentale per reinventarsi un ruolo proattivo. Anche se le farmacie per come strutturate possono essere già coinvolte, e già lo sono, in progetti di prevenzione primaria, e la prospettiva è di continuare a coinvolgerle in altri progetti. Si tratta di un'opportunità per la sanità regionale per creare una rete ancora più stretta con le farmacie territoriali e opportunità per le farmacie di reinventarsi un ruolo proattivo».





E di opportunità ha parlato anche Marco Cossolo presidente nazionale di Federfarma, puntualizzando sul coinvolgimento della categoria a livello nazione: «Quello della cronicità è una grandissima opportunità e i farmacisti sono parte integrante di questo percorso per il quale sono intervenuti, rappresentati da Federfarma e Fofi, al Ministero lo scorso 23 marzo. In quell'occasione hanno avuto la convocazione per la cabina di regia del tavolo e il giorno stesso è arrivata in Fofi, organo competente per la nomina, la richiesta della presenza in cabina di due colleghi, che molto probabilmente saranno uno di ispirazione Federfarma e uno di ispirazione Fofi. Ma la gestione delle cronicità non sarà un'opportunità che arriverà gratis, ce la dovremmo conquistare giorno dopo giorno, centimetro dopo centimetro con il nostro lavoro, perché quello è il nostro futuro e il futuro dei nostri figli che sarà meraviglioso nella misura in cui noi sapremo costruirlo».



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