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Politica e Sanità

01 Febbraio 2018

Filiera della salute privata, Confindustria: perno della white economy


La "white economy", il settore dei servizi sanitari e di cura rivolti alle persone, è diventato un potente driver dell'economia italiana (10,7% del Pil) e trova il suo perno decisivo nell'industria privata della salute che presenta a sua volta, indicatori di performance con miglioramenti significativi in termini percentuali e in termini assoluti. La filiera della salute "privata" (manifattura, commercio e servizi sanitari privati) rappresenta da sola, rispetto all'economia del Paese, il 4,9% del fatturato (144 mld di euro), il 6,9% del valore aggiunto (49 mld di euro), il 5,8% dell'occupazione (circa 910.000 persone) e il 7,1% delle esportazioni (oltre 28 mld di euro), con valori tutti in crescita rispetto al 2008. Questi i dati che emergono dal Rapporto di Confindustria sulla filiera, uno studio realizzato insieme alle Associazioni confederali di categoria che rappresentano la filiera stessa (Aiop, Assobiomedica, Farmindustria, Federchimica e Federterme). Si tratta di un comparto industriale anticiclico: di fronte a un valore aggiunto complessivo dell'economia italiana rimasto pressoché invariato tra il 2008 e il 2015, il Rapporto rileva che quello della filiera della salute è cresciuto del 14,3%. Ancora migliore è il dato sull'occupazione (in gran parte altamente qualificata), in aumento del+3,35% tra il 2008 e il 2015, contro un dato nazionale negativo (-9,2%).
Una filiera nella quale è più forte il posizionamento competitivo dell'Italia. Molto significativi sono infatti anche i dati sulla spesa in ricerca e innovazione (circa 2,8 miliardi di euro in valore assoluto nel 2016, il 13% del totale degli investimenti in ricerca e innovazione in Italia, con un'incidenza sul valore aggiunto generato dalle imprese superiore al 15%). Un modello vincente e innovativo, tipico di quell'approccio multidisciplinare basato sulla condivisione della conoscenza che caratterizza i sistemi economici più avanzati. La crescente partecipazione delle imprese della filiera ai bandi europei per la ricerca ne costituisce una delle più recenti testimonianze.

Grazie a questi numeri, la filiera della salute contribuisce in modo determinante all'efficacia delle cure per i cittadini, e con essa, al miglioramento costante della qualità e della lunghezza della loro vita, portando il nostro Paese ai primi posti nelle classifiche internazionali.
La "white economy", secondo il rapporto è una delle principali aree di sviluppo dell'economia in cui il nostro Paese - alla luce delle classifiche internazionali - ha un considerevole vantaggio competitivo. Ciò anche grazie al modello di sanità pubblica adottato, all'integrazione virtuosa fra componente pubblica e privata e all'eccellenza nelle competenze espressa dalla componente medica e professionale. Un mix unico che, per svolgere appieno il suo ruolo di leva per lo sviluppo, va inserito nel suo complesso come ambito di politica industriale, valorizzandone le eccellenze e promuovendole anche al di fuori del contesto italiano come elemento costitutivo del Made in Italy.

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