Politica e Sanità
02 Febbraio 2018L'arrivo sul mercato dei farmaci biosimilari non ha pesato sui conti di Roche, che ha chiuso il 2017 con ricavi in crescita del 5% a 53,3 miliardi di franchi svizzeri. È sceso però del 9% l'utile netto a 8,8 miliardi di franchi. Per il trentunesimo anno consecutivo è stata aumentata la cedola agli azionisti che sarà pagata a 8,3 franchi svizzeri. Per il futuro Roche guarda ad una crescita degli utili in linea con le vendite grazie all'arrivo di nuovi farmaci che approderanno in Europa e negli Stati Uniti. La divisione farmaceutica è in crescita del 5% a 41,2 miliardi di franchi svizzeri. Negli Usa le vendite sono aumentate del 10%, in Europa sono diminuite del 2% principalmente per la competizione dei prodotti biosimilari. Nell'America Latina la crescita è stata del 4% e nel Giappone del 3%. Sul fronte dei conti è andata bene in Italia, dove Roche, che nel 2018 festeggia i suoi 120 anni di presenza, ha realizzato 957,5 milioni di euro di fatturato, con una crescita dello 0,7% rispetto all'anno precedente. A trainare la crescita, tutte le aree ad alto tasso di innovazione a partire dall'onco-ematologia.
È visibilmente soddisfatto l'amministratore del gruppo Roche, Severin Schwan, il quale ricorda nel 2017 sono stati fatti progressi significativi con una «buona crescita in tutte e due le divisioni grazie ai farmaci e ai test appena lanciati. Sulla base del nostro solido portafoglio di prodotti, siamo ben posizionati per il futuro». All'interno del gruppo l'Italia resta "centrale" nell'ambito del mercato europeo considerata la mole di studi clinici e questo, secondo Schwan, significa che c'è «terreno fertile per portare avanti l'innovazione. Crediamo però che bisogna lavorare per ridurre le lentezze dei processi di approvazione dei farmaci altamente innovativi». Ogni anno Roche investe in Italia 40 milioni di euro in ricerca scientifica che nel 2017 hanno portato a 217 studi clinici. Tra le aree di maggiore impegno l'oncologia, con oltre 153 sperimentazioni all'attivo e circa 20 molecole in studio e il sistema nervoso centrale con il coinvolgimento di circa 75 centri per lo sviluppo di 19 studi clinici.
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