Bpco, manifesto di medici e pazienti: a Mmg completa gestione malattia
Per migliorare il livello di assistenza ai pazienti italiani colpiti da Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva (Bpco) è necessario che il medico di famiglia prenda la completa gestione della malattia. E deve essere libero di prescrivere tutti i farmaci, anche quelli innovativi. Sono alcune delle proposte contenute nel Manifesto sulla Bpco steso da nove associazioni di medici e pazienti (Associazione Italiana Pazienti Bpco Onlus, Ethesia Centro Ricerche di Pneumologia Geriatrica, Fadoi Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, Fimmg Federazione Italiana Medici di Famiglia, Senior Italia-Federanziani, Simg Società Italiana Medici di Medicina Generale e delle cure primarie, Simi Società Italiana di Medicina Interna, Sip Società Italiana di Pneumologia, Metis Società Scientifica dei Medici di Medicina Generale) e inoltrato alle istituzioni sanitarie nazionali. «Abbiamo voluto fotografare l'emergenza socio sanitaria rappresentata della malattia» afferma Claudio Cricelli, Presidente Nazionale della Simg. «Il nostro auspicio è che vi sia una sanità più vicina al malato, a chilometro zero, in cui l'asse non sia solo il pneumologo ma anche il medico di medicina generale, così come già stabilito dal Piano della Cronicità del Ministero della Salute». «La Bpco rappresenta una grande sfida per l'intero sistema sanitario nazionale» prosegue Silvestro Scotti, Segretario Generale Nazionale della Fimmg. «È la quarta causa di morte nel nostro Paese e quando non è letale determina gravi invalidità o limita fortemente la qualità di vita della persona. Inoltre, rappresenta una delle malattie più costose per la collettività e per ogni paziente determina spese, tra costi diretti e indiretti, per oltre 2.700 euro l'anno. Con questo Manifesto vogliamo indicare una possibile riorganizzazione dell'offerta assistenziale che deve essere sempre più incentrata sul medico di famiglia e sulla razionalizzazione della rete specialistica. L'obiettivo finale è la riduzione al minimo delle riacutizzazioni della malattia e i conseguenti ricoveri ospedalieri. La gestione del malato è spesso limitata dalla non uniforme accessibilità ai servizi diagnostico-terapeutici sul territorio nazionale. Ed a volte, è resa complicata dalla obbligatorietà di un piano terapeutico specialistico per alcune associazioni di farmaci. Anche per questo, va esteso a tutti i pazienti con un sospetto clinico di Bpco l'esame della spirometria. Attraverso questo semplice test otteniamo una valutazione corretta e affidabile del livello d'ostruzione delle vie respiratorie. Questo consentirebbe a tutti i camici bianchi la prescrizione appropriata dei farmaci necessari per la cura».
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