Politica e Sanità
27 Febbraio 2018Favorire il turnover nelle strutture pubbliche per il rilancio dei rapporti ospedale-territorio, intervenire sul governo delle liste d'attesa, potenziare i servizi cognitivi nelle farmacie. Sono gli indirizzi del programma del Centro Destra per la sanità laziale alle elezioni regionali del 4 marzo. Li indica Fabio De Lillo, medico farmacista che si ricandida al Consiglio regionale con il duplice punto di vista di professionista sanitario e consigliere che lavora per la riorganizzazione della sanità territoriale. Dopo 5 anni all'opposizione del governo regionale di Nicola Zingaretti, De Lillo non ritiene che problematiche gravi e strutturali come le liste d'attesa siano finalmente state affrontate. «Purtroppo non è cambiato nulla, sono stati 5 anni di immobilismo totale, in un capitolo complesso -la sanità- ormai commissariata da ben dieci anni. Il presidente uscente avrebbe dovuto condividere scelte e strategie anche con l'opposizione: sono problematiche dove la politica lascia il passo alla ragione e alle esigenze dei territori. Sulle liste di attesa siamo al palo. Se avremo l'opportunità di governare, vogliamo intervenire con azioni semplici e puntuali che possano contribuire ad abbatterle significativamente: solo potenziando le strutture territoriali e aumentando le ore di utilizzo dei macchinari diagnostici potremmo abbatterle del 50%, ed invece gli abitanti del Lazio spesso sono costretti a farsi curare fuori regione». Quanto al medico di famiglia, per De Lillo si tratta della «prima interfaccia alla quale si rivolgono i pazienti, insieme ai farmacisti. Il suo ruolo resta fondamentale, non solo per la cura dei pazienti cronici, ma anche per indirizzarli verso strutture specializzate. È chiaro che non può occuparsi di tutto e qui diventa fondamentale intervenire contestualmente sul blocco del turn over (10mila assunti in meno) che ha fatto scoppiare gli ospedali pubblici, e sulla stabilizzazione di circa 3000 operatori sanitari che sono precari da moltissimi anni. Senza questi presupposti non andiamo da nessuna parte». Per quanto riguarda la farmacia dei servizi, De Lillo ricorda di essere farmacista da più di vent'anni. «Condivido totalmente la possibilità estesa alle farmacie di potenziare i servizi offerti ai cittadini, così che dei professionisti possano contribuire a garantire un servizio professionale e di qualità sull'intero territorio ed allo stesso tempo alleggerire l'intasamento dei pronti soccorso. Su questa materia sta facendo un lavoro molto importante di aggiornamento ed orientamento anche Federfarma, specie a Roma, dove gravitano ogni giorno milioni di cittadini e visitatori».
Infine, un cenno sul "caso-riabilitazione", la Regione chiede alle strutture più di 1 miliardo per ricoveri inappropriati: quale politica secondo De Lillo può evitare "misunderstanding" a orologeria in questa delicata materia? «E' una situazione che sta allarmando medici e pazienti. Ne sono conscio. Sta diventando difficile supportare economicamente le strutture regionali che si occupano di malati cronici, perché spesso è difficile controllare la spesa. Si potrebbe intervenire direttamente sulle famiglie coinvolte destinando le stesse risorse, ma, con fondi diretti, che a seguito di opportune valutazioni, potrebbero essere utilizzati autonomamente per le cure».
Mauro Miserendino
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