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Politica e Sanità

06 Aprile 2018

Costo farmaci, inflazione pesa su Aic. Scaccabarozzi: non inciderà sul prezzo


Dal primo aprile 2018 sono aumentati dell'1,7% i costi pagati dalle aziende per ottenere le autorizzazioni all'immissione in commercio di nuovi farmaci in Europa. Lo comunica l'Agenzia europea dei medicinali (Ema) in una nota pubblicata sul suo sito, specificando che la novità per ora riguarda solo le richieste di pareri autorizzativi per nuovi farmaci o nuove indicazioni terapeutiche. «La novità però non inciderà sul prezzo finale dei prodotti, quindi non sarà a carico dei cittadini ma delle imprese», spiega Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria. Il compito principale dell'Ema è quello di autorizzare e monitorare i medicinali nell'Ue. Le imprese che vogliono commercializzare un nuovo farmaco si rivolgono all'agenzia regolatoria per ottenere un parere, sulla base del quale viene rilasciata la autorizzazione all'immissione in commercio da parte della Commissione Europea. L'Ema però, per svolgere questo e simili servizi, richiede alle aziende di pagare delle 'fee', che ogni anno vengono messe a punto sulla base dei tassi Eurostat sull'inflazione. L'aumento dell'1,7% delle tariffe riflette quindi l'inflazione del 2017 nell'Unione Europea e riguarderà tutte le applicazioni pervenute dal primo aprile in poi. La tariffa base per ogni dossier sottoposto passerà da 282.000 euro a 286.000. Per un'applicazione che non richiede la presentazione del dossier l'importo passerà da 182.000 a 185.000 euro. Ma, annuncia Ema, sono in arrivo anche rincari per la farmacovigilanza, che saranno rivisti nella seconda metà dell'anno. I consumatori però non hanno temere, spiega il presidente di Farmindustria. «ll sistema dei prezzi dei farmaci nel nostro Paese - chiarisce Scaccabarozzi - avviene attraverso una negoziazione con gli enti regolatori. Il che' fa sì che queste variazioni annuali non incidano di fatto sul prezzo finale dei medicinali. L'aumento inciderà invece sui costi delle aziende. Lo abbiamo visto anche con le tariffe per l'immissione in commercio da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), il secondo step autorizzativo previsto dopo quello dell'Ema: sono state di recente aumentate, ma questo non si è tradotto in un aumento dei prezzi». Tariffe per le modifiche dei bugiardini, tariffe per il bollino adesivo che permette la tracciatura della confezione, tariffe per la farmacovigilanza: «sono tutti costi a carico delle aziende - conclude Scaccabarozzi - e che si aggiungono a quelli per la ricerca, ma di cui non parla mai nessuno».

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