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Politica e Sanità

12 Aprile 2018

Farmacia, impresa per lo più familiare: scegliere forma societaria adeguata a esigenze


In seguito alla Legge Concorrenza, l'evoluzione del settore Farmacia sta procedendo gradualmente e qualche cambiamento potrebbe iniziare a vedersi da questi primi mesi dell'anno, anche se il quadro è complicato dalle diverse interpretazioni che sembrano emergere a proposito del sistema delle incompatibilità. Mentre sul fronte della scelta della forma giuridica, è da capire se tipologie come la società a responsabilità limitata siano adatte per società di tipo famigliare come continuano a essere, a oggi, molte farmacie. Il commento arriva da Stefano De Carli, commercialista dello Studio Luce di Modena, e parte da alcune elaborazioni fatte a Farmacista33 dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sui dati del registro imprese al secondo e quarto trimestre 2017. Secondo i dati della Camera di commercio «in Italia, sono circa 900 le società di capitali (sedi di impresa) iscritte al registro imprese come attive nel settore del commercio al dettaglio di medicinali tra farmacie e parafarmacie (circa 2.600 considerando anche le localizzazioni tra sedi secondarie e unità locali). In sei mesi (da luglio 2017 a fine anno) le sedi di impresa registrate come società di capitale, nella categoria che identifica le farmacie, crescono di quasi il 13%» passando da 188 a 212, mentre il totale dell'ambito considerato «del 4,2%.

I dati si riferiscono solo alle imprese iscritte in Camera di commercio identificate secondo l'attività che hanno dichiarato come primaria». Andando poi ad analizzare la forma societaria, la classe di natura giuridica che ha riscontrato nell'arco dello stesso periodo un cambiamento è la società a responsabilità limitata che passa da 97 a 121, mentre le altre tipologie (tra cui Spa) sono rimaste invariate. «Il cambiamento che ci si sarebbe aspettato all'indomani della Legge sulla Concorrenza sta prendendo piede in maniera lenta e graduale, a differenza di quanto accaduto in alcuni altri Paesi europei. È probabile che i dati del 2017 rilevino nuove società costituite a seguito del concorso straordinario e qualche prima operazione legata alla Legge Concorrenza che ancora riguarda situazioni famigliari o acquisizioni da parte di distributori, con una tendenza a costituire una società per farmacia. Per lo più, in prima battuta le farmacie interessate dal fenomeno possono essere state quelle in una situazione di dissesto, in concordato, o con esposizioni debitorie elevate. Va detto comunque che in Italia la farmacia si connota per essere per lo più una impresa famigliare, attorno cui operano più persone dello stesso nucleo. Le esigenze sono quindi diverse e questo non può che rallentare il processo avvenuto in altri Paesi. Da quest'anno, si potrebbe assistere a un intensificarsi del fenomeno e all'ingresso di attori diversi, catene estere, cliniche mediche e così via.

Anche se va detto che il problema delle incompatibilità e delle diverse letture che a seconda dei territori si stanno producendo complica non poco il quadro e, per quanto riguarda i farmacisti soci di più società, ancora più lo è dopo il parere dell'avvocatura del Ministero della Salute alla Asl di Biella, che contraddice lo scenario legislativo riconosciuto all'indomani dell'entrata in vigore della riforma Bersani». In merito alla forma societaria, «va detto che nella normalità dei casi, la società a responsabilità limitata (Srl) rimane poco adatta: è una struttura societaria complicata, costosa, onerosa, fiscalmente poco attraente. Come ho avuto modo di sottolineare in un mio approfondimento pubblicato su Punto Effe, la forma più adeguata, in via generale, per gestire esercizi con compagine societarie di tipo familiare o comunque consolidata, resta quella della società di persone, mentre la Srl, con alcuni accorgimenti che la rendono meno gravosa, potrebbe meglio adattarsi alle ipotesi in cui i soci hanno scarsa conoscenza reciproca, come spesso accade nei gruppi aggiudicatari dei concorsi straordinari, o in casi di acquisizioni di farmacie cui partecipano anche soci solo finanziatori, seppur farmacisti».


Francesca Giani

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