Politica e Sanità
11 Aprile 2018Intossicazioni acute, a volte mortali, causate da nuove sostanze psicoattive (Nsp), almeno 450 quelle di nuova identificazione, vendute sotto forme insospettabili come incensi o pot-pourri, via internet o deep-web, non ancora inserite nelle tabelle delle sostanze proibite e difficili da identificare perché bastano piccole modifiche chimiche e la sostanza risulta invisibile ai test tradizionali. Questo è il quadro allarmante tracciato dagli esperti riuniti al 18° Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia (Sitox) del "nuovo mercato dello sballo sempre più complesso, liquido e instabile" con un'utenza in crescita e che ha bypassato la figura tradizionale dello spacciatore, dal momento che procurarsi le sostanze è diventano "meno pericoloso, in qualche caso anche meno costoso) e dunque più facile".
Ma gli effetti sono devastanti: quelle che un tempo chiamavamo "droghe leggere" come la marijuana oggi sono ottenute per via sintetica, biotecnologica, ibridazione o additivate di altre sostanze e sono quindi estremamente potenti per cervello ma anche gli altri organi vitali. A differenza della marijuana tradizionale, che contiene il principio attivo Thc genericamente al 3%, quella che offre il nuovo arriva a contenerne il 12-15%. A queste concentrazioni l'assuntore può avere episodi psicotici e potenzialmente danni irreversibili, in particolare negli adolescenti. Ma Internet e Deep-Web, rete sommersa in cui si accede solo dopo avere reso anonimo il proprio indirizzo Ip, vendono le Nps e un vasto pubblico propagandandole come "legali", e molto spesso è vero, perché se la molecola è nuova non è ancora presente nelle tabelle delle sostanze proibite. Per quando riguarda gli aspetti farmacodinamici, i cannabinoidi sintetici agiscono sugli stessi recettori di quelli naturali ma hanno una diversa struttura chimica e un'affinità recettoriale molto più elevata del Thc e vengono spesso commercializzati sotto forma di miscele di erbe e sostanze vegetali, definite anche come "herbal mixture" o "herbal blend", incensi o profumanti per ambienti. I consumatori spesso ritengono di assumere prodotti naturali simili alla cannabis, mentre in realtà queste molecole di sintesi sono molto potenti e tossiche. Poi ci sono le nuove sostanze chimicamente riconoscibili come piperazine, catinoni, fenetilamine, benzofurani, derivati della ketamina, sostanze di origine vegetale e agenti performanti, potenzialmente mortali e tutte capaci di produrre sindromi psicotiche.
Tra le altre Nsp i catinoni sintetici danno effetti clinici, tra i più comunemente riportati, come ansia, agitazione e atteggiamento aggressivo/violento, scarsa capacità di concentrazione, diminuzione della memoria a breve-termine, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, ipertensione arteriosa, sudorazione, midriasi, contrattura della muscolatura facciale, cefalea, irritazione della mucosa nasale (secondaria all'inalazione), nausea, vomito, dolori addominali (dopo ingestione). Nei casi gravi sono riportati ischemia miocardica, edema polmonare, ictus ischemico, emorragia cerebrale e sintomi correlati a grave vasocostrizione periferica. Diagnosi e riscontro di intossicazione da Nsp non sono semplici perché i laboratori d'urgenza non dispongono di sistemi analitici adatti; le sostanze variano con rapidità eccezionale nel mercato, e quindi variano i test utili per la diagnosi; inoltre il metabolismo di molte non è sempre noto, e la sostanza assunta tal quale spesso non è riscontrabile nelle urine; alcune sono attive a dosi molti piccole non facilmente rilevabili analiticamente. Infine, numerose sostanze vegetali contengono alcaloidi con proprietà psicoattive. Queste comprendono funghi (Amanita muscaria e funghi contenenti psilocibina) e piante tra cui Argyreia nervosa, Artemisia absinthium, Ayahuasca, Datura stramonio, Ephedra sinica, Mitragina speciosa, Salvia divinorum e vari tipi di Trichoreus. Si tratta di vegetali reperibili in natura e comunque facilmente acquistabili in rete. Anche gli effetti di questi alcaloidi possono essere molto pericolosi sia nella fase immediatamente successiva al consumo che a lungo termine, per la frequente presenza di effetti residui ricorrenti e anche di cronicizzazione di quadri psicotici.
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