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Politica e Sanità

24 Aprile 2018

Farmacia del futuro valorizza proprie competenze attraverso il mix di canali


Farmacia "social" affidata soprattutto a Facebook e WhatsApp con molte iniziative mirate specialmente al livello territoriale, farmacie "a fiore" che investono risorse sulle nuove tecnologie ma che spesso non riescono a cogliere in pieno i frutti della digitalizzazione, farmacie "per gemmazione", che senza disdegnare la propria immagine social utilizzano la rete soprattutto per l'e-commerce, farmacia "espanse", che integra al meglio le dimensioni virtuale e fisica, valorizzando le proprie competenze distintive attraverso il mix di canali. Sono questi i profili individuati da una ricerca quali-quantitativa condotta dall'Università degli Studi di Milano per conto di Dompé che disegnare il presente, ma soprattutto il futuro della farmacia alla luce della digitalizzazione e dell'impatto dei social network presentata a Bologna in occasione dell'edizione 2018 di Cosmofarma.
L'indagine ha coinvolto 200 professionisti su tutto il territorio italiano ed è emerso che solo metà ha investito su una qualche forma di digitalizzazione di processo, nell'ambito della propria attività. La percentuale scende addirittura a poco più del 40% di chi ha effettivamente maturato una certa consapevolezza su strategia, tecnologie e risultati. A sollecitare l'attenzione sulla digitalizzazione è nel 67% dei casi la necessità di guardare al domani: per questo Facebook e WhatsApp diventano soluzioni imprescindibili già attivate rispettivamente dal 76% e 49% delle farmacie al fianco di canali tradizionali come la telefonata per il recall (56%) o l'SMS (58%). Il farmacista coglie la potenzialità dei social media ma per un intervistato su 4 c'è anche la sensazione che non possano essere efficaci come l'empatia del rapporto diretto con l'utente. «La farmacia sta assistendo oggi all'espansione delle tecnologie digitali senza avere ancora sviluppato una visione organica d'insieme - spiega Laura Iacovone dell'Università degli Studi di Milano. Esiste una differenza "anagrafica" tra i più giovani che dovrebbero essere proattivi in questo senso e gli over 50 che invece, pur non utilizzando i social, ne intuiscono le potenzialità e grazie ad uno spirito imprenditoriale e una capacità di visione riescono a innescare processi di riorganizzazione in grado di sfruttarne in pieno i benefici in un'ottica di integrazione e continuità».
Dagli esperti giunge un monito: è importante che la farmacia metta a punto una visione organica d'insieme di fronte all'espansione delle tecnologie digitali, anche per affrontare al meglio il fenomeno "Amazon": la grande sfida per il futuro, in ogni caso, ha un nome, si chiama "e-commerce". Il fenomeno Amazon in questo senso, ha un'immagine bifronte sul farmacista: c'è chi lo teme con atteggiamento rassegnato, ma c'è anche chi lo considera un'opportunità per sviluppare modelli di crescita differenzianti.

«Il web può sicuramente rappresentare un importante mezzo di amplificazione dei messaggi e della propria offerta, anche grazie allo sfruttamento delle app e alle potenzialità esistenti, che vanno anche oltre l'e-Commerce - commenta Marco Cossolo, Presidente Federfarma Nazionale - Nel processo evolutivo della farmacia, oltre ai servizi aggiuntivi legati all'ottimale gestione delle terapie, ai servizi e alla telemedicina, la tecnologia e l'informatizzazione giocano un ruolo decisivo».
«La farmacia "reale" deve essere accessibile per il cittadino, e deve offrire informazioni di prossimità e di supporto sia in prevenzione che nelle cure - è il parere di Francesca Moccia, Vice Segretario Generale di Cittadinanzattiva. Ovviamente la diffusione pervasiva del web e delle fonti di informazioni impongono al farmacista la necessità di sfruttare al meglio anche la tecnologia per assicurare ai cittadini la migliore accessibilità, personalizzazione, informazione, sicurezza e qualità dei servizi erogati».

«L'azienda farmaceutica è storicamente al fianco del farmacista e, in una logica di partnership trasparente, può contribuire a favorire lo sviluppo di una cultura sempre più digitale che non può mancare in un presidio sanitario fondamentale e capillare sul territorio italiano - precisa Eugenio Aringhieri, Amministratore delegato di Dompé. Sono convinto che la contaminazione tecnologica porterà ad una farmacia sempre più connessa che sicuramente automatizzerà certi processi per dare spazio ad altri, più nuovi e più in linea con i bisogni del cittadino/Paziente. Come azienda vogliamo essere al fianco del farmacista in questo cambiamento, per guardare insieme ad un modello sempre più integrato e digitale di vera farmacia di servizio».

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