Società Benefit, Assofarm: la responsabilità è fattore competitivo
In uno scenario di concorrenza agguerrita, mercati frammentati e incerti e un contesto politico-istituzionale contraddittorio, il sistema delle Farmacie Comunali italiane coglie l'opportunità di trasformarsi in società benefit completando il proprio percorso storico evolutivo, andando ben oltre il tema classico della responsabilità sociale. È quanto ha affermato il Presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi in occasione del convegno "Società Benefit, un modello per le Farmacie Comunali", tenutosi nei giorni scorsi a Firenze, dove l'Afam (Farmacie Comunali Firenze), l'azienda che gestisce le farmacie comunali cittadine, è la prima società a capitale misto pubblico-privato a diventare Società Benefit in Europa.
Nel corso dell'incontro è emerso che, "per potersi affermare in modo massivo, la società benefit avrebbe bisogno di agevolazioni fiscali per le imprese che decidano tale trasformazione" alla luce delle "opportunità che la Società Benefit offrono ai servizi pubblici locali". Il convegno è stata l'occasione, si apprende a un comunicato dell'Assofarm, per approfondire il caso fiorentino dell'Azienda Farmaceutica Municipalizzata Afam, ricordando che le recenti novità legislative in materia, europee e italiane, "traggono ispirazione da quanto sta avvenendo negli Usa: ben 34 Stati federati su 50 hanno già adottato leggi che promuovono le società benefit". Per il presidente della società Massimo Mercati essere società benefit significa abbracciare una filosofia aziendale nuova, che implica logiche organizzative la cui complessità deve essere affrontata concretamente: «Abbiamo iniziato un percorso che ci porterà ad essere un'azienda davvero nuova ed innovativa nel panorama nazionale che mette ai primi posti del proprio agire imprenditoriale la salute dell'uomo nel rispetto dell'ambiente e con la finalità di costruire una comunità più forte e posti di lavoro migliori. Il tutto a favore delle generazioni che verranno. Non si vuole dare un'immagine idealistica della questione. La nostra esperienza ci ha visto affrontare la complessità di questo cambio di paradigma e ha richiesto uno sforzo notevolissimo che continua di anno in anno». «Contrariamente agli assunti del credo neo-liberista, la crescita economica non può essere perseguita senza riguardo alcuno per la società circostante. È quest'ultima che, di fatto, sostiene la crescita - ha dichiarato il segretario generale di Assofarm Francesco Schito - a dimostrazione di questa tesi esiste ormai una vastissima letteratura. Una recente ricerca condotta su un vasto campione di medie imprese italiane dimostra che il 20% di esse che presenta le migliori performance di bilancio persegue con successo tre obiettivi: qualità integrale dei processi produttivi, fiducia reciproca tra azienda, dipendenti e filiera, attenzione al territorio circostante. Dal lato opposto, il 20% delle aziende coi bilanci peggiori ha improntato il proprio agire su logiche di sfruttamento, tanto del lavoro e dei fornitori quanto delle risorse ambientali in una lotta quotidiana centrata sul prezzo. In un'epoca in cui la reputazione è uno dei principali fattori di competitività aziendale, l'egoismo non paga».
«La concorrenza è agguerrita, i mercati molto frammentati ed incerti e il contesto politico-istituzionale contraddittorio - ha affermato in chiusura il Presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi - "Il sistema delle Farmacie Comunali italiane deve, tuttavia, cogliere l'opportunità di trasformarsi in società benefit completando il proprio percorso storico evolutivo, andando ben oltre il tema classico della responsabilità sociale».
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