Politica e Sanità
01 Giugno 2018Uniformare il percorso formativo delle diverse scuole di specializzazione in Farmacia Ospedaliera (SSFO), promuovendo anche la mobilità degli specializzandi all'interno della rete nazionale e all'estero, ottenere contratti di formazione per garantire il sostentamento di un percorso a tempo pieno, risolvere le incoerenze normative che ancora caratterizzano il settore. Sono queste alcune delle richieste del Renasfo, l'Associazione Nazionale degli Specializzandi in Farmacia Ospedaliera, che ha visto recentemente il rinnovo del consiglio direttivo e del vertice, con Antonio Pirrone, specializzando al 2° anno presso la SSFO di Milano, come nuovo presidente. «Le scuole di specializzazione in Farmacia Ospedaliera (SSFO)» spiegano Antonio Pirrone e Mariantonietta Piccoli «hanno subito negli anni una serie di revisioni a livello normativo che hanno sostanzialmente alimentato il malcontento degli specializzandi, portandoli sempre più spesso sul campo a difendere e rivendicare i propri diritti».
Un punto problematico che viene segnalato è il fatto che a «differenza degli specializzandi delle scuole "mediche", mancano contratti di formazione. Dato il numero esiguo di specializzandi delle SSFO (circa 140 all'anno su tutto il territorio nazionale), basterebbero circa 15 milioni di euro all'anno per garantire contratti di formazione per tutti gli iscritti». Ma le scuole di specializzazione in farmacia ospedaliera «devono fare anche i conti con una serie di incoerenze normative, e tale situazione di ambiguità unita all'assenza di programmazione, all'assenza di accreditamento, all'assenza di contratti di formazione, conduce gli specializzandi delle SSFO a svolgere il proprio tirocinio pratico-formativo in maniera non adeguata agli standard europei, mettendo a repentaglio la qualità del percorso formativo».
In generale, «la situazione è molto variegata nei diversi atenei: per questo ribadiamo l'esigenza di uniformare il percorso delle Scuole, in ambito formativo e regolamentare, favorendo anche la mobilità degli specializzandi nella rete e all'estero (oggetto di grande discussione)». E proprio per far conoscere «la situazione generale presso gli atenei che inaugurano i nuovi corsi accademici, dai colleghi più "anziani", durante l'assemblea che ha portato al rinnovo delle cariche, è stata espressa la volontà di formare i neo-specializzandi nel momento del primo approccio alla Scuola, in quanto in un periodo di transizione come quello attuale, si è venuta a creare confusione e scarsa chiarezza sui nuovi risvolti legislativi e sull'andamento del lungo percorso di specializzazione».
Francesca Giani
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