Politica e Sanità
15 Giugno 2018Per motivi diversi e circostanze diverse due farmacie del Nord si trovano in situazioni difficili: in Piemonte, in provincia di Verbania, una rurale rischia lo sfratto, e l'assessore alla sanita regionale, a cui è arrivato il ringraziamento delle rappresentanze regionali e provinciali dei titolari di farmacia, si è attivato per trovare una soluzione; in Veneto, in provincia di Belluno, è stato dichiarato un fallimento con sentenza firmata dal Tribunale di Belluno, dopo un tentativo di concordato fallimentare.
La vicenda piemontese, venuta all'attenzione per l'appello lanciato dalla titolare della farmacia rurale di Belgirate che rischia lo sfratto dai locali dopo formale disdetta del contratto di affitto, ha visto il recente intervento dell'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, che ha chiesto alle autorità competenti sul territorio di verificare la possibilità di "trovare in tempi rapidi una soluzione che consenta di mantenere un presidio fondamentale per la comunità". Per tale iniziativa e per il "riconoscimento dell'importanza del ruolo e del servizio da svolto dalle farmacie nell'ambito del Ssn", è giunto il ringraziamento di Federfarma Piemonte e Federfarma Novara e Vco, "certe che l'intervento rafforzerà le azioni già intraprese dalla Federfarma, contribuendo così alla concreta e positiva soluzione della questione a vantaggio dei cittadini residenti e di passaggio".
E mentre in Piemonte si cercano soluzioni, in Veneto di soluzioni non se ne sono trovate e il Tribunale di Belluno ha firmato la sentenza con cui si dichiarazione di fallimento, successiv al tentativo di concordato fallimentare, di una delle farmacie del centro storico, «in un'area pedonale interessata da un continuo spopolamento dovuto anche al decentramento dei medici di famiglia» spiega Roberto Grubissa presidente provinciale di Federfama e delegato rurale. L'attività tuttavia resterà aperta, per garantire il servizio, e verrà probabilmente messa all'asta nei prossimi mesi. Tra i motivi, spiega il sindacato anche una «pianta organica datata che non risponde più alle esigenze e alla domanda della popolazione. E a soffrirne sono soprattutto i piccoli presidi del centro storico, pedonalizzati e poco popolati, spesso all'interno di locali non molto ampi e in zone pedonali. Se non hai ampi locali a disposizione - aggiunge Grubissa - dove poter disporre tanta merce, anche cosmetici e integratori, e se non ti trovi nella posizione giusta con un parcheggio per i clienti, allora sei morto perché solo con le ricette non si vive». A completare il quadro, conclude, «il calo della spesa farmaceutica e il ricorso alla diretta da parte delle Asl nonostante l'accordo di Dpc».
Simona Zazzetta
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