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Politica e Sanità

15 Giugno 2018

Contraccettivi gratis nei consultori in E. Romagna. Toschi: stupisce investimento di risorse


Dal 1° gennaio 2018 in Emilia-Romagna presso i consultori delle Asl sono in distribuzione diretta gratuita a ragazzi e ragazze under 26 metodi di contraccezione disponibili in Italia, dai profilattici (maschili e femminili) alla pillola, dalla spirale agli anelli, dalle pillole del giorno dopo agli impianti sottocutanei, con la consulenza da parte del medico o dell'ostetrica. Un progetto operativo da maggio, in applicazione di una delibera regionale, che coinvolge anche le donne tra i 26 e i 45 anni disoccupate, nei 24 mesi successivi a una interruzione volontaria di gravidanza e nei 12 mesi successivi al parto. La comunicazione della Regione risale a metà di maggio e iniziano a esserci i primi dati di utilizzo del servizio erogato a Bologna presso Poliambulatorio Roncati, dove c'è lo spazio giovani del distretto cittadino: hanno già fatto richiesta di contraccettivi 103 donne, la stragrande maggioranza hanno tra i 14 e i 19 anni, sono quasi tutte italiane, si aggiungono una decina di donne tra i 20 e 26 anni. Quasi tutte hanno chiesto la pillola. Il responsabile dei consultori di Bologna Claudio Veronesi, parla di "misura epocale" e aggiunge: «Un provvedimento destinato ad assumere dimensioni sempre maggiori. Abbiamo aperto 12 nuovi spazi e inaugurato servizi dedicati ai giovani adulti: ragazzi e ragazze fino ai 34 anni, che non li avevano. Finora la "pillola" viene distribuita in consultorio, dopo la visita ginecologica, ma tra qualche mese speriamo che le ragazze possano ritirarla anche nelle farmacie ospedaliere. La pillola può costare fino a 15/16 euro al mese e poi ci sono le visite di controllo».

L'iniziativa non è passata inosservata alla categoria dei farmacisti, soprattutto in una regione in cui la distribuzione diretta è da tempo sotto i riflettori e oggetto di continua denuncia per l'uso eccessivo che ne fanno le Asl, nonostante gli accordi sulla Dpc. «Se da una parte c'è un danno economico e un impatto per la nostra attività - commenta Achille Gallina Toschi, presidente regionale di Federfarma - dall'altra stupisce l'investimento di risorse in questa iniziativa quando poi si operano tagli sui Lea e mancano i fondi per le terapie per patologie importanti o per ridurre le liste d'attesa. Avremmo gradito un nostro coinvolgimento per capire l'utilità di questa iniziativa che crea ulteriori differenze a livello nazionale. Il dubbio è che siano scelte più legate al consenso elettorale».
E intanto i farmacisti si confrontano sui social network, commentando aspramente l'impatto sul fatturato di questa iniziativa che interessa una fascia di età, quella dei giovani, che viene in parte sottratta alla farmacia, andando, di fatto, ad aggiungersi alla popolazione di anziani e di malati cronici che si approvvigionano dei farmaci presso le Asl di riferimento e ci si domanda, provocatoriamente, su chi alla fine avrà interesse a entrare in farmacia. Si apprende, da fonti interne, che i farmacisti dell'Emilia Romagna attendono che la Federfarma nazionale prende una posizione in merito a come opera la Regione e chiedono che venga al più presto fatto un incontro con questo focus.

Simona Zazzetta

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