Politica e Sanità
18 Giugno 2018Alta è l'attenzione rivolta alle uscite pubbliche del ministro della Salute, Giulia Grillo, date le prese di posizione, in passato, a favore di liberalizzazioni e fascia C fuori dalla farmacia, le più recenti, in una intervista a "6 su Radio 1", hanno riguardato i vaccini - altro tema caldo - e le liste d'attesa. E, proprio nel trattare questo secondo argomento, il ministro ha pronunciato parole importanti, che, se si vogliono in qualche modo leggere come un approccio, una linea di azione, possono far ben sperare anche il settore. Sui vaccini, Grillo ha spiegato di essere «assolutamente a favore dell'uso delle vaccinazioni», che «sono un presidio fondamentale di prevenzione primaria e tale rimarrà nella nostra politica». Ma nell'intervento relativo alle liste d'attesa, piaga del Ssn, che segue la circolare alle Regioni, ci sono alcune parole che meritano una riflessione. Sul tema, infatti, il ministro ricorda l'«insieme di leggi che negli anni erano state fatte e non sono mai state messe a sistema» e una attenzione poi «abbandonata».
Lo Stato «fa delle linee guida che le Regioni devono provvedere a realizzare, ognuna a seconda di una propria idea di struttura, che segue comunque le linee generali». Ecco allora che «l'impulso politico è importantissimo per spingere il tema a livello centrale». L'impulso politico «centrale diventa fondamentale, sia in termini di verifiche, sia in termini di finanziamento di alcuni aspetti». Parole importanti perché se rappresentassero una linea di intervento, di far succedere alle parole i fatti, una intenzione di seguire fino in fondo il percorso delle norme, anche una volta scavallato quel livello centrale, farebbe bene certamente anche al settore. Basti pensare ai tanti provvedimenti sulla carta, alcuni anche da diverso tempo, che ancora stanno aspettando di essere realmente attuati. Da ultimo quel piano cronicità - di cui il Tribunale del malato-Cittadinanzattiva ha denunciato proprio di recente quanto poco sia attuato nelle Regioni - che a livello nazionale vede un ruolo anche per le farmacie. Ma possiamo ricordare anche il tema del Dossier farmaceutico, strumento fondamentale per la presa in carico del paziente e la pharmaceutical care, in attesa di sviluppo. Sono solo due esempi di un elenco che potrebbe essere piuttosto lungo.
Francesca Giani
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