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Politica e Sanità

21 Giugno 2018

Contraffazione e piattaforme e-commerce: rimossi 3mila prodotti in un anno


Genera complessivamente 8,6 miliardi di euro di perdite il fenomeno della contraffazione e quello farmaceutico è il secondo settore più colpito dopo i beni di lusso, con un peso di 2,2 miliardi, pari all'8% del giro di affari legale del settore. E se, nel nostro Paese, il mercato viaggia soprattutto sul web o attraverso canali esterni alla filiera tradizionale, fondamentale diventa l'opera di comunicazione al pubblico dei rischi per la salute. Ma una delle direzioni di azione su cui anche l'Aifa si sta muovendo è il contrasto a infiltrazioni di prodotti contraffatti sulle piattaforme legali di e-commerce. Sono questi alcuni elementi emersi dal convegno "Contraffazione, un virus da estirpare" organizzato ieri a Roma dalla Società italiana di Urologia e da Federfarma Servizi, con la partecipazione di Aifa, in cui, nella settimana dedicata al fenomeno, è stata presentata la campagna "La tua salute vale di +".

«La contraffazione» spiega Adelmo Lusi, comandante dei Nas «è pressoché assente dalla filiera tradizionale grazie al controllo che è in grado di garantire, mentre solo lo 0,1% dei siti internet è legale. Proteggere il canale tradizionale è fondamentale, ma è evidente che c'è una grande esigenza di informazione: chi acquista da canali non legali lo sa, il problema è che non conosce quali sono i rischi per la salute. Ma oggi ci troviamo di fronte a un ulteriore fenomeno: c'è una infiltrazione di prodotti contraffatti in canali legali e familiari, che potrebbero generare quindi un dubbio nel consumatore, o quanto meno una minore percezione del rischio, come i social o le piattaforme legali di e-commerce». «Da anni» interviene Domenico Di Giorgio, direttore dell'Ufficio qualità Prodotti e contrasto al crimine farmaceutico dell'Aifa, «abbiamo avviato una collaborazione con eBay, per mettere in campo una serie di misure atte a evitare che i prodotti contraffatti entrino in questi canali. Nel 2017, attraverso un sistema di filtri e l'intervento diretto di eBay, c'è stata la rimozione di 3mila offerte sul sito italiano. Ma va detto che vengono utilizzati vari stratagemmi per bypassare tali filtri: viene evocato per esempio l'effetto del farmaco e, dietro all'immagine di un integratore la cui vendita è legale, si intravede una compressa, che rimanda al Cialis. Anche se la piattaforma interviene con la rimozione del prodotto, sono sufficienti pochi giorni, per raggiungere fatturati interessanti per la criminalità, che in ogni caso tende a riorganizzarsi nuovamente».

Sensibilizzare i cittadini, aggiunge Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, «è allora ancora più importante e in questo le farmacie, prima interfaccia sanitaria sul territorio per i cittadini, hanno un ruolo strategico. Il cittadino ha bisogno di essere assistito, tanto nell'acquisto quanto nell'uso dei farmaci, e per questo ci auguriamo che l'acquisto online, prevalente o comunque in crescita in altri settori, non arrivi a occupare posizioni così rilevanti anche nel mondo del farmaco». Quello della contraffazione, d'altra parte, «è un tema che da sempre seguiamo con attenzione e, anzi, siamo stati i primi a sollevare. Anche per questo abbiamo riproposto per il secondo anno consecutivo questa importante campagna». «Secondo i dati Aifa del 2016» concludono Walter Artibani e Vincenzo Mirone, rispettivamente segretario generale e responsabile della comunicazione Siu, «emerge che la tipologia di farmaci più oggetto di sequestro in Italia sono quelli per le disfunzioni erettili. Siamo di fronte a un fenomeno e il messaggio che va fatto passare è che la disfunzione è in realtà un sintomo di una patologia. Il ricorso a tali farmaci deve sempre essere successivo a una diagnosi da parte di un medico. Mentre oggi c'è un utilizzo per così dire ludico». La campagna prevede la distribuzione nelle farmacie e nei centri di urologia che collaborano con Siu di un opuscolo che contiene un decalogo di comportamento per evitare di imbattersi in prodotti contraffatti.


Francesca Giani

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