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Politica e Sanità

25 Giugno 2018

Ricetta elettronica veterinaria, si apre dibattito su codice fiscale e non sostituibilità


In occasione dell'incontro tra il Mef e le associazioni di categoria interessate,Farmacieunite, Federfarma, Fofi e il Settore Veterinario del Ministero, sulla ricetta elettronica veterinaria (Rev) è emerso un ulteriore punto di discussione sulla possibilità di inserire l'esplicitata volontà della non sostituibilità del farmaco e del codice fiscale. A riportarlo è un comunicato stampa del sindacato autonomo Farmacieunite, in cui si ricorda che la prescrizione medico-veterinaria elettronica entrerà in vigore il 1° settembre 2018 e riguarderà tutti gli animali e non solo a quelli da reddito. Con la nuova procedura, è la visone condivisa, si garantirà la tracciabilità del farmaco che si tradurrà in maggiore sicurezza, un «passaggio importante - ha sottolineato Marco Melosi, presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani - dal momento che l'Italia è al terzo posto in Europa per consumo di antibiotici: 2100 tonnellate all'anno di cui 1200 destinate agli animali».

Nel corso dell'incontro che si è svolto venerdì scorso, Farmacieunite, rappresentata da Maurizio Giacomazzi in veste di Segretario nazionale di Farmacieunite, ha suggerito «di prendere in considerazione la possibilità di codificare sulla Rev l'esplicitata volontà della non sostituibilità del farmaco prescritto e l'inserimento del codice fiscale al fine di agevolare l'attività del farmacista». Ma su questo punto, si legge nel comunicato, la Federfarma si è dichiarata contraria in forza della pericolosa possibilità di un'incontrollata e incontrollabile circolazione di dati sensibili.

Farmacieunite ha richiesto «una convocazione ulteriore del tavolo di lavoro e confronto prima della partenza della Rev al fine di verificare l'opportunità di eventuali ulteriori perfezionamenti del sistema» ricordando anche che le farmacie sul territorio italiano si dovranno collegare con il portale dell'Istituto zooprofilattico di Teramo (così come pure i 7000 medici veterinari), e la preoccupazione degli addetti ai lavori ricade legittimamente sul corretto funzionamento del sistema informatico. Una preoccupazione sollevata nelle scorse settimane anche da Federfarma. In un'intervista pubblicata dall'house organ, infatti, Massimo Mana presidente di Federfarma Piemonte aveva sottolineato che «oltre che adeguare le procedure informatiche, le farmacie devono fare i conti con un sistema che deve restituire certezze sul destinatario del medicinale e su chi viene in farmacia a prenderlo. Ma in tutto questo processo ci sono ancora dei passaggi poco chiari». Ulteriori questioni da risolvere le aveva segnalate il vicepresidente nazionale del Sunifar Pasquale D'Avella, come per esempio «quella del pin che deve essere associato alla ricetta e che pone una serie di questioni in seno alla non digitalizzazione di tutti i processi e degli 'stupefacenti' usati come farmaci in alcune razze di cani che devono essere prescritti di volta in volta (quindi senza ricetta ripetibile) sebbene l'animale ne debba fare uso regolarmente». (SZ)

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