Politica e Sanità
03 Settembre 2018L'Agenzia europea dei medicinali (Ema) ha deciso di tagliare fuori il Regno Unito dai suoi contratti: un fulmine a ciel sereno soprattutto per le aziende farmaceutiche britanniche già in balia della perdita del quartier generale dell'Ema a Londra, in procinto di traslocare ad Amsterdam. Un duro colpo per il ruolo della Gran Bretagna nella valutazione di nuovi farmaci per i pazienti in tutta Europa, a causa della Brexit.
Tutti i farmaci venduti in Europa devono passare attraverso un lungo processo di autorizzazione prima dell'uso da parte dei servizi sanitari e l'Agenzia di regolamentazione dei prodotti medici e sanitari (Mhra) in Gran Bretagna ha sempre avuto un ruolo di primo piano in questo lavoro, ottenendo in media negli anni scorsi il 20-30% di tutti i dossier di valutazione nell'Ue. Quest'anno l'Mhra ha ''vinto'' solo due contratti, rispetto ai 36 per i quali si era resa disponibile, entrambi già in corso di valutazione. Altro colpo devastante, il fatto che anche i contratti esistenti con l'Mhra verranno riassegnati a uno dei membri dell'Ue.
Il presidente dell''Associazione dell'industria farmaceutica britannica, Mike Thompson, ha dichiarato al ''The Guardian'' che questa decisione equivale a «guardare una storia di successo che viene demolita. Siamo stati tutti incredibilmente orgogliosi del ruolo della Mhra negli ultimi anni. Si era affermata come uno dei più autorevoli enti regolatori di tutta Europa». L'Ema ha evidenziato di aver preso queste decisioni per l'assenza di garanzie che il Regno Unito continuerà a lavorare con i Paesi Ue nel settore farmaceutico dopo il marzo 2019.
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