Fsn, Regioni: quant’è? Ministro Grillo disponibile a incontro in Conferenza
A quanto ammonta il Fondo nazionale della sanità? È la domanda che le Regioni intendono porre al ministro della Salute Giulia Grillo invitata per la Conferenza delle Regioni del 18 ottobre, per la quale ha dato disponibilità, proprio per «affrontare alcune questioni» come l'ammontare del Fondo nazionale della sanità e a quale miliardo in più si riferisce il ministro. È quanto ha fatto sapere il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al termine della riunione dei governatori spiegando il motivo della presenza richiesta al ministro: «Serve chiarezza sull'annuncio relativo a un miliardo in più. Ho invitato per la Conferenza delle Regioni del 18 ottobre la ministra Grillo, che ha dato disponibilità. Dovremmo affrontare alcune questioni come: quant'è il Fondo nazionale della sanità? Abbiamo letto di un miliardo in più, ma quale miliardo? Quello che era già previsto? Ho sentito parlare di tagli ma in realtà da quando sono presidente si è sempre incrementato il Fondo sanitario, si è incrementato poco, può essere, ma vogliamo capire se questo miliardo è in più. Poi - ha aggiunto - c'è il tema del contratto dei lavoratori pubblici della sanità, le risorse quante sono, dove sono?». Il miliardo in più lo aveva annunciato ieri il ministro Grillo sulla pagina facebook con il post: "#BASTATAGLI, finalmente si cambia! Come da mio impegno, per la #sanità abbiamo ottenuto oltre 1 miliardo per garantire al sistema le risorse necessarie. Il nostro lavoro non si ferma però alla legge di bilancio. Stiamo studiando un piano di rimodulazione della spesa della Pa e con le risorse recuperate potremo effettuare nuovi investimenti. Il governo ha messo la salute in cima alla lista degli investimenti e delle priorità per i prossimi anni".
Un miliardo in più, per altro, già commentato come «insufficiente anche solo per attuare quanto deciso già da tempo» da Tonino Aceti, coordinatore di Cittadinanzattiva-Tdm che a margine del 75° Congresso Fimmg ha ricordato che per i nuovi Lea «che ancora non sono in gran parte esigibili perché manca il decreto Tariffe, il fabbisogno contenuto nella relazione tecnica al provvedimento era sottostimato. Mancano 600 milioni di euro che vanno trovati e allocati perché i nuovi Lea non possono restare sulla carta». Po ci sono «un ammodernamento tecnologico del Ssn, la sicurezza delle strutture, il personale e poi il superticket che vale 400 milioni. Se mettiamo insieme tutte queste priorità, con solo un miliardo in più i conti non tornano».
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