Bisogni di salute del cittadino: importante l’intermediazione dei professionisti
«Il farmacista necessita di una riconversione culturale, che significa aggiornamento continuo e multidisciplinare, per esempio riguardo alle medicine non convenzionali sulle quali è sempre maggiore l'interesse di chi si reca in farmacia». Così Eugenio Leopardi, presidente di Utifar, al convegno organizzato da Fofi a FarmacistaPiù sui bisogni di salute del cittadino e le politiche di welfare. «E poi non diamo per scontata la pianta organica. Si tratta di un istituto creato a difesa della capillarità del servizio farmaceutico e quindi del cittadino». Quello di un servizio che diventa sempre meno capillare è un tema che va di pari passo con quello, ricordato da Antonio Gaudioso, coordinatore nazionale di Cittadinanzattiva, del progressivo spopolamento dei piccoli Comuni, con conseguenze gravi sulle sedi rurali e più disagiate. Emerge con forza è la necessità di una nuova governance del sistema, rilanciata in apertura da Luigi D'Ambrosio Lettieri: «Non si può fare riferimento soltanto al decisore politico, tutte le componenti del sistema stesso devono contribuire al cambiamento. Partendo dal presupposto che il Servizio sanitario nazionale che un tempo garantiva tutto a tutti oggi non può più farlo». Sinergia tra le professioni sanitarie, un nodo cruciale. «Farmacisti, medici di medicina generale, infermieri - sollecita Marco Cossolo - dovranno sempre più lavorare in team, costruire una solida rete di rapporti". Pienamente d'accordo il presidente di Fnomceo Filippo Anelli, che parla di «sinergia per la nuova governance della sanità».
Sicuramente danneggiati dalla legge sulla concorrenza, i titolari hanno la doppia veste di operatori sanitari e di imprenditori e da questo devono trarre forza, sottolinea Maurizio Pace. Anche con la farmacia dei servizi, che, almeno sulla carta, trarrà grande impulso dai 36 milioni in tre anni destinati alle sperimentazioni in questo ambito dalla legge di bilancio 2017. Ma questo non può bastare. I quasi trent'anni senza Convenzione con il Ssn si fanno sentire. Vincenzo Pomo, coordinatore del Sisac - organo istituzionale deputato a tali contrattazioni - fa intendere che il tavolo con Federfarma è ben avviato.
Chiude, da padrone di casa, Andrea Mandelli, con evidenti riferimenti alla attualità più recente: «La tendenza a saltare i corpi intermedi e a rivolgersi direttamente ai cittadini è pericolosa, i social non bastano, neanche nel nostro campo. Quello che la categoria deve fare è cooperare con i medici per governare la cronicità, non abbiamo alcuna pretesa di fare i 'medici bonsai'. Su un altro versante è necessario che l'innovazione torni in farmacia. Bene i servizi purché le nostre prestazioni siano standardizzate, uniformi e di qualità su tutto il territorio nazionale». Infine, un cenno ai rappresentanti delle parafarmacie: il tavolo istituito presso la Fofi è aperto a tutte le sigle, non ci sarà mai nessuna preclusione, e serve proprio per discutere del futuro.
Giuseppe Tandoi
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