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Politica e Sanità

06 Novembre 2018

Ecm, con autoformazione crediti da lettura riviste e libri. Ecco come funziona


È una possibilità non molto conosciuta e poco praticata ma tra le vie per ottenere crediti formativi per i professionisti sanitari c'è anche quella dell'autoformazione. Un capitolo ampio in cui può ricadere anche la lettura di riviste scientifiche, capitoli di libri e monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati ECM. Come funziona? Fino a quanti crediti si possono ottenere? Quella dell'autoformazione è una modalità formativa su cui la Commissione Nazionale ECM ha rilasciato varie delibere per definirne regole e contorni, tra cui quella del luglio 2016 con la quale tale modalità è stata estesa a tutti i professionisti sanitari e non più solo, come in precedenza, ai liberi professionisti. Nel dettaglio, con questo istituto possono essere riconosciuti crediti individuali in termini di autoapprendimento con, in particolare, due casistiche. La prima prevede «l'utilizzazione individuale di materiali durevoli e sistemi di supporto per la formazione continua preparati e distribuiti da Provider accreditati». Si tratta di un percorso per il quale «non eÌ richiesta l'azione di guida o di supporto di un tutor ma esclusivamente i processi di valutazione (verifica dell'apprendimento)». In questo caso, i crediti «vengono trasmessi dai Provider all'ente accreditante e al Co.Ge.A.P.S». Ma soprattutto il riferimento è a quella «attività di lettura di riviste scientifiche, di capitoli di libri e di monografie non preparati e distribuiti da provider accreditati ECM e privi di test di valutazione dell'apprendimento». In sostanza, con questa possibilità le attività che si compiono, talvolta anche con frequenza quotidiana o settimanale, per tenersi aggiornati, da un punto di vista scientifico e professionale, possono concorrere all'accumulo di crediti Ecm. Con un paletto: per il conteggio vige il limite del 10% dell'obbligo formativo individuale triennale (fino ad un massimo di 15 crediti nel triennio). Un sistema, questo, che potrebbe permettere di avvicinare maggiormente i professionisti alla formazione. A ogni modo, dalla Commissione nazionale per la formazione continua, era stata prevista la facoltà per gli Ordini di «prevedere e valutare ulteriori tipologie di autoformazione sulla base delle esigenze delle specifiche professioni».

Ma come funziona l'accredito?
Per ottenere il riconoscimento della formazione svolta attraverso questa modalità formativa, è possibile inoltrare la richiesta al proprio Ordine indicando con precisione i percorsi seguiti. Nel caso di libri e riviste, andrà per esempio citato titolo, autore, editore, anno di pubblicazione. Ma tale modalità, da quanto si apprende, può estendersi anche a corsi formativi che non provengono da provider accreditati. A validare il percorso formativo seguito, che viene di fatto autocertificato, sono quindi gli ordini, i quali, in questo caso, «trasmetteranno al Co.Ge.A.P.S. i crediti». Un'altra modalità per ottenere il riconoscimento dei crediti è quella di collegarsi «direttamente al sito CoGeAPS (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie) raggiungibile al link http://www.cogeaps.it . Si potrà accedere all'Anagrafe Crediti ECM personale e nell'ambito delle "partecipazioni ECM", nell'area "crediti individuali" richiedere il riconoscimento dell'autoformazione». Su questo tema, come avevamo anticipato, ci potrebbero essere novità: dalla riunione della Commissione nazionale Ecm del 27 settembre è emersa la proposta, che sarà oggetto di delibera, di utilizzare questo strumento formativo fino al tetto del 20% del proprio obbligo formativo. Il tema è stato sviluppato anche nel "Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario" oggetto, da parte di Agenas, di una consultazione pubblica a giugno.

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