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26 Giugno 2026

Innovazione, Efpia: da 1 euro investito 5 euro di benefici economici e sociali

Secondo uno studio pubblicato da EFPIA, tra il 2014 e il 2024 un investimento di 11,67 miliardi di euro nei nuovi farmaci ha generato oltre 66 miliardi di euro di benefici economici e sociali in Europa, compresi più di 9 miliardi di euro di risparmi diretti sui costi ospedalieri.

di Cristoforo Zervos


Innovazione, Efpia: da 1 euro investito 5 euro di benefici economici e sociali

Tra il 2014 e il 2024 un investimento di 11,67 miliardi di euro nei nuovi farmaci ha generato oltre 66 miliardi di euro di benefici economici e sociali in Europa, pari a 5,67 euro per ogni euro investito. È quanto emerge da uno studio pubblicato da EFPIA, la Federazione europea delle associazioni e industrie farmaceutiche, realizzato dal WifOR Institute insieme all'economista della Columbia University Frank R. Lichtenberg.L'analisi ha esaminato l'impatto dei farmaci innovativi in 29 Paesi europei tra il 2014 e il 2022 nelle aree dell'oncologia, diabete e metabolismo e delle malattie respiratorie. Secondo gli autori, l'utilizzo di medicinali più recenti è associato a una riduzione della mortalità prematura equivalente a 1,83 milioni di anni di vita guadagnati prima degli 85 anni e a 20,9 milioni di giornate di ricovero ospedaliero in meno. Il dato corrisponde a oltre 57.000 posti letto ospedalieri resi disponibili per un anno.

Sul piano economico, i benefici stimati comprendono 38 miliardi di euro in produttività lavorativa, 19 miliardi di euro di produttività legata ad attività non retribuite e oltre 9 miliardi di euro di risparmi diretti sui costi ospedalieri. Considerando soltanto questi ultimi, il rapporto stima un ritorno di 78 centesimi per ogni euro investito nei medicinali innovativi. Lo studio evidenzia inoltre differenze tra le aree terapeutiche. Ogni euro investito nei farmaci oncologici ha generato 6,80 euro di benefici, contro 4,70 euro per i medicinali destinati a diabete e metabolismo e 3,80 euro per quelli utilizzati nelle malattie respiratorie. Secondo EFPIA, questi risultati mostrano che gli investimenti nell'innovazione farmaceutica e la disponibilità tempestiva di nuovi farmaci producono benefici economici e sociali rilevanti, oltre a contribuire ad alleggerire la pressione sui sistemi sanitari. L'associazione sottolinea tuttavia che molti di questi benefici emergono nel lungo periodo o al di fuori dei bilanci sanitari, ad esempio attraverso una maggiore produttività, minori costi dell'assistenza sociale e una riduzione delle indennità di malattia. Il rapporto richiama inoltre l'attenzione sulle difficoltà dell'Europa nel competere per gli investimenti nel settore. Secondo EFPIA, il continente ha perso quasi un quarto della propria quota globale di investimenti in ricerca e sviluppo farmaceutici negli ultimi vent'anni e la quota di studi clinici sponsorizzati dall'industria si è quasi dimezzata dal 2013.

Secondo Stefan Oelrich, presidente di EFPIA, l'Europa deve creare condizioni favorevoli all'innovazione se vuole continuare a essere competitiva nelle scienze della vita e garantire ai pazienti un accesso rapido ai progressi della ricerca. “Se l'Europa vuole rimanere leader mondiale nelle scienze della vita, deve creare un ambiente in cui l'innovazione possa prosperare e in cui i pazienti possano beneficiare delle scoperte scientifiche senza inutili ritardi. Le scelte fatte oggi determineranno se l'Europa continuerà a essere all'avanguardia nell'innovazione medica o se resterà ulteriormente indietro in uno dei settori più strategicamente importanti al mondo”. 

Nathalie Moll, direttore generale di EFPIA, ha invece sottolineato che i risultati dello studio si aggiungono alle evidenze che attribuiscono alla spesa sanitaria un valore economico e sociale superiore al suo costo. “Questi dati si aggiungono alle crescenti evidenze che dimostrano come la spesa sanitaria crei un valore significativamente maggiore rispetto ai costi per la società. Declassare i bilanci destinati alla sanità e ai farmaci è una scelta politica che non solo rappresenta un errore strategico, ma anche una decisione economicamente controproducente, in quanto sacrifica la prosperità a lungo termine per ottenere vantaggi a breve termine”.

L'analisi ha preso in esame 29 Paesi europei: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Regno Unito.

Il rapporto richiama inoltre l'attenzione sulle difficoltà di accesso ai farmaci innovativi in Europa. Secondo i dati citati da EFPIA, i pazienti attendono in media 500 giorni per accedere a un nuovo farmaco autorizzato e persistono forti differenze tra i Paesi, con una disparità nell'accesso pari all'88%. L'associazione evidenzia inoltre un peggioramento della disponibilità dei medicinali. Nel 2025 il 49% dei farmaci non risultava disponibile per i pazienti europei, rispetto al 46% del 2019. Nello stesso periodo la quota di medicinali disponibili solo a condizioni limitate è salita dal 6% al 17%, mentre la percentuale di farmaci pienamente disponibili negli elenchi pubblici di rimborso è scesa dal 42% al 28%.

Fonte:

https://efpia.eu/media/iymhhttr/how-innovation-drives-health-and-growth-in-europe-assessing-the-return-on-investment-of-innovative-medicines.pdf

ph.cr.magnific

TAG: RICERCA, FARMACI INNOVATIVI, EFPIA

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