Giornata Europea antibiotici, Italia primato negativo per infezioni resistenti e decessi
Resistenza ai carbapenemi in Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter baumannii; aumento della resistenza ai glicopeptidi in Enterococcus faecium, aumento delle infezioni antibiotico-resistenti dovute a Escherichia coli e a Klebsiella pneumoniae, con stime di impatto sulla mortalità calcolate intorno ai 30 mila decessi l'anno in più rispetto al 2007 e ai 2,4 milioni di morti in Europa, Nord America e Australia tra il 2015 e il 2050 se non si intensificano gli sforzi per arginare la diffusione dell'antibiotico-resistenza. Sono alcuni dei dati che emergono dalla sorveglianza dell'Ecdc, alla quale partecipa anche l'Italia, che mostrano una situazione critica in tutta Europa. A parlarne, in occasione della Giornata Europea degli antibiotici (18 novembre 2018), è l'Iss con un editoriale a cura di Annalisa Pantosti, dirigente del Dipartimento Malattia Infettive dell'ISS e una nota dell'Aifa.
"Senza antibiotici - scrive la dirigente Iss - anche una banale infezione potrebbe diventare mortale e interventi e procedure mediche e chirurgiche complesse sarebbero gravate da una mortalità inaccettabile. Un recente un articolo pubblicato su Lancet Infectious Diseases, ha stimato l'impatto della antibiotico-resistenza in Europa come numero di decessi e di anni vissuti con disabilità o non in buona salute. Il numero di decessi è stato stimato intorno a 30 mila l'anno, aumentato rispetto ad una analoga stima effettuata con i dati del 2007. In questo contesto critico, lo scenario dell'Italia preoccupa particolarmente. Un terzo dei decessi e in genere un terzo di tutto l'impatto attribuito alle infezioni antibiotico-resistenti è a carico del nostro paese, primo in Europa sia come numero di morti che come incidenza delle infezioni resistenti. Nel nostro paese la resistenza agli antibiotici, come documentato dai Rapporti annuali della rete EARS-Net, è maggiore della media europea per molte combinazioni microrganismo/antibiotico di prima linea per la cura delle infezioni". Stesso messaggio arriva dall'Aifa che sul proprio sito ricorda che secondo l'Ocse "le infezioni da super-batteri potrebbero provocare circa 2,4 milioni di morti in Europa, Nord America e Australia tra il 2015 e il 2050 se non saranno intensificati gli sforzi per arginare la diffusione della resistenza agli antibiotici. Anche piccole ferite procurate in cucina, interventi chirurgici minori o malattie come la polmonite potrebbero diventare potenzialmente letali". Entrambe le istituzioni ricordano che Ministero della Salute ha approvato il primo Piano Nazionale di Contrasto della Antimicrobico-Resistenza (Pncar) 2017-2020 il percorso che le istituzioni nazionali, regionali e locali devono compiere per un miglior controllo della resistenza agli antibiotici nei prossimi anni che si propone di rispondere a questo problema attraverso aree di azione centrali e regionali in un'ottica "One health", cioè integrata tra medicina umana, medicina veterinaria, agricoltura e ambiente. Sono numerose inoltre nel nostro paese le iniziative per aumentare la consapevolezza del problema a vari livelli, e per mettere in campo idee e progetti per contrastare il fenomeno.
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