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Politica e Sanità

20 Novembre 2018

Farmacie di Aree interne: tanti impegni e scarso coinvolgimento in strategie territoriali


Alle cosiddette Aree Interne del paese, circa tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione, sono state dedicata 72 strategie specifiche, di queste solo il 11 (15%) prevedono un ruolo delle farmacie, declinato per altro in modo disomogeneo (farmacia dei servizi, farmacie del territorio, di farmacie rurali, etc.) e totalmente assente in Abruzzo e Sicilia, Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Marche, Valle d'Aosta e Pr. Autonoma di Trento. Eppure, il 23% delle italiane farmacie opera proprio in queste aree. È quanto emerge da un capitolo specifico del primo Rapporto annuale sulla farmacia realizzato da Cittadinanzattiva e Federfarma con il contributo non condizionato di Teva presentato oggi a Roma che ha monitorato 1.275 farmacie aderenti a Federfarma.
La peculiarità del contesto sociale in operano queste farmacie fa sì che i farmacisti siano "molto più sollecitati a rispondere ai bisogni della popolazione soprattutto anziana".

Le farmacie nelle Aree Interne sono mediamente molto più sollecitate nella preparazione e/o dispensazione a domicilio di medicinali antidolorifici (+26% rispetto alle farmacie presenti nel resto del Paese) anche se in generale, i dati di partecipazione delle farmacie al servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (Adi) territoriale è insoddisfacente, indipendentemente dalla geografia. Sono state poi rilevate alcune peculiarità che confermano "l'impressione che - con riferimento a queste prestazioni - la farmacia nelle Aree Interne rappresenti un presidio di prossimità pressoché insostituibile". In particolare, queste farmacie sono maggiormente impegnate nelle procedure di comunicazione/interazione diretta con i medici in caso di criticità (+15% vs resto del paese), hanno una maggiore incidenza della turnazione obbligatoria per il sabato mattina (+11%) che per il sabato pomeriggio (+16%) e la domenica mattina (+12%), maggiore impegno su ricezione e consegna referti controllo sull'uso improprio o abuso di medicinali, in particolare per i famaci da banco (+6%), maggiore predisposizione per distribuzione a domicilio di farmaci e parafarmaci (+8%), a fronte di una minor presenza di altre figure professionali è, in assoluto, sporadica (-9%). Quello che poi è difficile trovare nelle farmacie di queste Aree è il servizio Cup (-17%), test ed esami diagnostici (-14%), campagne di prevenzione, screening ed educazione sanitaria (-6%), sistema informatizzato/piattaforma web (-11%), collaborazione con il Banco Farmaceutico (-16%).

Gli ambiti in cui non sono rilevante differenze, "a riprova dello sforzo da parte delle farmacie di garantire uniformi standard di qualità" sono la "distribuzione delle (poche) farmacie aperte H24 per 365 giorni" e l'impegno sull'aderenza terapeutica. Indipendentemente da dove operino, non vi è differenza nella partecipazione della farmacia a progetti e iniziative che supportano l'aderenza terapeutica per persone affette da patologie croniche e nelle forme di tutoraggio alla persona per l'assistenza terapeutica (tramite appuntamenti in farmacia/ call-telefoniche/ o altre modalità), sia le modalità di reminder previste per ricordare di assumere la terapia (tramite telefonata/ invio sms/ alert tramite App). Un ulteriore fronte dove non si registrano scostamenti significativi tra le diverse aree del Paese è quello dell'informazione e comunicazione: ovunque le farmacie mettono a disposizione dei cittadini (esponendo e/o distribuendo) materiale informativo riguardanti vari argomenti.

La disomogeneità del coinvolgimento delle farmacie nelle strategie delle Aree interne, abbinata a volte alla "timidezza" nel considerare il ruolo delle farmacie in una politica più complessiva di attenzione a specifiche aree del Paese, si legge nel Rapporto, rappresenta senza dubbio un elemento da superare nonché un fronte comune di lavoro, soprattutto lì dove tali Strategie sono ancora in via di definizione ed approvazione.

Simona Zazzetta

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