Politica e Sanità
20 Novembre 2018A margine dell'evento Federfarma-Cittadinanzattiva, Luca Coletto, presidente dell'Agenas e assessore alla Sanità della Regione Veneto, commenta il dibattito sulla nuova governance della sanità: «Non è questione di tornare al centralismo in sanità, il federalismo sanitario è una grande risorsa ma bisogna saperla sfruttare. Quella che conta è l'organizzazione dei servizi sul territorio, razionalizzare, per esempio, la rete ospedaliera, non significa chiudere gli ospedali ma riorganizzare l'assistenza creando una rete di strutture integrata, come abbiamo cercato negli ultimi anni di fare in Veneto. La stessa cosa possono fare le Regioni più in deficit, usando il buon senso e riducendo al minimo le prassi clientelari». Poco prima, nel corso della discussione, Coletto aveva pronosticato tempi non lunghi per il rinnovo della ormai vetusta Convenzione, senza però specificare se si tratti di settimane o mesi: «In ogni caso per praticare i servizi in farmacia non occorre la Convenzione».
La presentazione del primo Rapporto annuale sulla farmacia ha visto confrontarsi politici dei vari schieramenti. Il presidente della Commissione Igiene e sanità del Senato, il pentastellato Pierpaolo Sileri, parla dei 21 sistemi sanitari diversi come di un limite dell'attuale Ssn, ma chiede tempo per l'esecutivo in carica: «Non possiamo cambiare tutto in pochi mesi, occorre prima che il governo prenda coscienza della situazione e poi potrà intervenire su alcuni punti caldi come l'abolizione del superticket e la riduzione delle liste d'attesa. Quella che serve è una nuova governance, che tenga conto dei progressi tecnologici, dell'ammodernamento delle infrastrutture, della valorizzazione del personale. Senza dimenticare il nodo della corruzione, che non di rado trova nel comparto sanitario terreno fertile». Anche in materia sanitaria qualche discrepanza tra i partiti di governo? Forse. Nel suo intervento la leghista Rossana Boldi, vice presidente della Commissione Affari sociali della Camera replica «che parlare di nuova governance non può significare ritorno al centralismo. Le ventuno sanità diverse non sono necessariamente un limite, dipende dalla qualità della gestione, così come non bisogna esagerare quando si parla di corruzione, creando sfiducia e timori nei cittadini».
Chiudendo i lavori, Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, considera sbagliato dividersi tra federalisti e centralisti, «contano solo i bisogni dei cittadini e la buona amministrazione. La responsabilità della salute pubblica deve essere condivisa, occorrono piattaforme comuni e linguaggi comuni, in particolare tra farmacisti e medici di medicina generale».
Sul fronte Federfarma la presidente di Sunifar Silvia Pagliacci ribadisce lo sforzo delle rurali per offrire al pubblico un servizio farmaceutico adeguato, anche in termini di informatizzazione, nei luoghi più disagiati e lontani dai centri urbani del Paese. Nonostante le forniture di farmaci dei grossisti siano meno frequenti che in città e la debolezza diffusa della rete internet. Chiude il vice presidente di Federfarma Vittorio Contarina: «La farmacia è sottoutilizzata dalla pubblica amministrazione, bene parlare di servizi in farmacia essi non devono essere forniti gratuitamente. Se da un lato il sistema deve evitare le derive commerciali, dall'altro ci sono pratiche come quella della distribuzione diretta che ne danneggiano la solidità, molti sono i titolari in difficoltà o in piena crisi».
Giuseppe Tandoi
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