Politica e Sanità
27 Novembre 2018Niente fattura elettronica dal 1° gennaio per i professionisti sanitari, ma occhio alle eccezioni alla regola. È arrivato ieri in commissione finanze l'atteso via libera all'esenzione per medici, dentisti, farmacisti e professionisti sanitari che già inviano i dati delle fatture ai clienti al sistema Tessera sanitaria. L'emendamento 10.0.100 di Emiliano Fenu, relatore del M5s, è tra quelli approvati ieri e viene incontro ad alcuni dei rilievi del Garante della privacy, tendenti ad evitare "ridondanza" di dati sensibili in linea con il Regolamento Europeo GDPR. Il legislatore conviene che «i dati fiscali trasmessi al Sistema tessera sanitaria possono essere utilizzati dall'Agenzia delle entrate anche per finalità diverse dall'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata».
Ora la trattazione passa in assemblea, ma attenzione: l'esenzione vale solo per il 2019, non riguarda le fatture dei fornitori e nemmeno quelle fatte a soggetti per i quali non si è tenuti all'invio dei dati a inizio anno (in questo caso inizio 2020) al Sistema Tessera Sanitaria. Altro tema atteso in Senato, l'esenzione non solo dei contribuenti minimi entro i 30 mila euro ma di tutti i contribuenti con ricavi annui entro i 65 mila euro, cifra che alzerebbe a 2 milioni il numero degli esenti. Cui vanno aggiunti 1,7 milioni di artigiani che emettono solo scontrino fiscale. Alla fine, metà delle poco meno di 6 milioni di partite Iva potrebbero non essere obbligate a emettere e-fattura nel 2019. Il gettito atteso dall'altra metà dovrebbe essere ben meno dei 2 miliardi che il Governo contava di accumulare per alleggerire il saldo tra entrate ed uscite.
L'attenzione si sposta ora sulle sanzioni per il mancato o ritardato invio dei dati: il Decreto legislativo 471/97 all'articolo 6 prevede un pagamento variabile dal 90 al 180% dell'Iva relativa all'imponibile non documentato o registrato in modo adeguato. Chi è tenuto all'invio deve provvedere sempre attraverso il SdI (Sistema di Interscambio), altrimenti le e-fatture sono considerate non emesse e si paga la multa. Si prevedeva una moratoria per avviare da luglio l'applicazione delle sanzioni, ora si parla di settembre 2019. L'attuale emendamento in materia prevede che nel periodo di moratoria non siano applicate sanzioni in caso di fattura elettronica emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica Iva (mensile o trimestrale); e vi sia una sanzione ridotta dell'80% se la fattura è emessa entro il termine per effettuare la liquidazione Iva del periodo successivo.
Altro tema scottante, la questione privacy dovuta al rischio di profilare gli italiani, inclusi i loro dati sensibili. E' stato avviato un tavolo di confronto tra Agenzia delle Entrate e Garante della Pribacy per far sì che, delle e-fatture spedite online, il Fisco memorizzi solo dati tributari. E se qualche dato "scivolasse" da qualche altra parte? La commissione Finanze ha approvato un emendamento che vieta a Sogei, l'azienda che cura i sistemi informatici del ministero dell'Economia, di utilizzare soggetti terzi nella conservazione dei dati delle fatture.
Mauro Miserendino
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