Politica e Sanità
27 Novembre 2018Continua la protesta dei dipendenti delle farmacie comunali di Genova contro il progetto di vendita degli otto presidi pubblici della città, che ieri sono scesi nuovamente in piazza presidiando la riunione del consiglio comunale. Come si legge dalle agenzie, la delibera per la cessione è stata approvata dalla giunta Bucci la scorsa settimana ma non è poi stata licenziata dalla commissione consiliare a causa di alcune perplessità anche dei consiglieri della maggioranza, con un rinvio di conseguenza dell'approvazione da parte del consiglio comunale.
Secondo quanto emerge, l'obiettivo dell'Amministrazione rimarrebbe quello di privatizzare le farmacie per circa dieci milioni di euro. In tutela dei lavoratori è prevista una clausola nel contratto ma uno dei punti aperti è che questa non va oltre il 2021. Da quanto si apprende, nella giornata di oggi dovrebbe aprirsi il tavolo confederale e giovedì dovrebbe tenersi una nuova commissione consiliare.
Sul fronte sindacale, già in occasione del voto in aula consiliare di settimana scorsa, che ha determinato lo slittamento della discussione sulla delibera, dalla Filcams Cgil era stato sottolineato come «21 voti contro 19 hanno ancora una volta evidenziato che qualcosa, su questa che per noi è una svendita senza razionale e concepibile presupposto, proprio non quadra. Prendiamo atto nuovamente che qualcosa non quadra sia per la minoranza sia per la maggioranza. Ora, è al senso di responsabilità e coerenza di queste parti politiche che ci appelliamo, oltre ad insistere nel denunciare l'irricevibilità di questa delibera, nel merito e nel principio».
Secondo quanto riferisce la stampa locale, «dopo l'incontro con il primo cittadino, non ci sarebbe stata nessuna promessa di ritiro della delibera di vendita ma almeno alcune rassicurazioni in merito al futuro dei 43 lavoratori». Tra cui «tempi più lunghi di 36 mesi per la clausola sociale a tutela dei posti di lavoro, stabilizzazione dei contratti a tempo determinato prima della cessione, la richiesta di una fideiussione, a chi comprerà le farmacie, di 150.000 euro per ogni dipendente integrato come garanzia del mantenimento del posto di lavoro. Si è parlato anche dell'apertura di una farmacia in zona portuale come servizio dei croceristi e dei passeggeri dei traghetti».
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