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Politica e Sanità

30 Novembre 2018

Diabete e Bpco, in farmacie venete al via presa in carico cronicità. Obiettivo: aderenza e risparmi


A partire dal 1° dicembre, il sistema sanitario regionale del Veneto, che gestisce la ricetta elettronica, segnalerà alle farmacie i pazienti con diabete e con Bpco che non seguono correttamente la terapia, i quali saranno contattati direttamente e una volta che avranno dato disponibilità, potranno confrontarsi con il farmacista, già formato ad hoc con validazione regionale, per il corretto approccio alla terapia. Tutto nel pieno rispetto della privacy. Così funziona il sistema attivo da domani nelle farmacie del Veneto, un percorso che coinvolgerà i circa 4.300 farmacisti che lavorano nelle farmacie presenti sul territorio e saranno coinvolti per il momento nella gestione dei pazienti cronici delle seguenti patologie: diabete e Bpco (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva). Il coinvolgimento delle farmacie, spiega una nota di Federfarma Veneto è stato anticipato da un dettagliato il piano formativo per gli operatori che è stato validato dai competenti uffici regionali.

«Con questo progetto della Regione fortemente voluto dai farmacisti del Veneto - afferma Alberto Fontanesi presidente regionale Federfarma - stiamo scrivendo una pagina importante del sistema sanitario non solo regionale, ma nazionale. Con il coinvolgimento delle farmacie nella presa in carico del paziente cronico possiamo migliorare l'aderenza alla cura e portare risparmio al sistema sanitario. Il paziente una volta che ne ha dato alla disponibilità potrà confrontarsi con il farmacista per il corretto approccio alla terapia. Il Veneto è la prima Regione a farlo. Stiamo costruendo un modello che può far risparmiare ai veneti circa 400 milioni di euro e che se applicato a livello nazionale potrebbe portare ad uno sgravio di oltre 4 miliardi di euro per le casse dello Stato. Non è solo una questione di freddi numeri, ma con questo progetto possiamo aiutare potenzialmente circa 60.000 pazienti migliorando in modo concreto la loro qualità della vita ed incidere sull'aspettativa della stessa. I pazienti ed i farmacisti saranno grati alla Regione ed il Veneto sarà l'apripista a livello nazionale oltre che un punto di riferimento per la capacità di mettere il paziente al centro. Si tratta di un progetto già presente in altri stati europei, come ad esempio Spagna ed Inghilterra, che sta dando risultati importanti. Questo rappresenta per noi un punto di partenza e non un punto di arrivo perché insieme alla Regione miglioreremo via via il progetto».

E conclude: «La Regione ha dimostrato una grande lungimiranza nell'attivare questo percorso di collaborazione con le farmacie. Una scelta che valorizza la presenza capillare sul territorio, la competenza e la fiducia che i cittadini ripongono nelle farmacie e nei farmacisti. Questo progetto avrà un impatto ancora maggiore nelle zone particolarmente disagiate e difficilmente raggiungibili perché permette al paziente di avere un punto di riferimento vicino in grado di supportarlo in ogni momento. Con il percorso avviato si va sempre più a delineare un modello Veneto innovativo e all'avanguardia che vede le farmacie presenti nella nostra Regione diventare un punto di riferimento ed un attore strategico nella rete di cura per i cittadini e per le comunità».

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