Alla fine, non ha tenuto nessun vincolo sulle farmacie di proprietà dei capitali. Dopo quello che riservava il 51% delle quote e dei voti ai farmacisti iscritti all'Albo nelle società in questione, è saltato anche l'altro, che modificava la legge 124/2017 sulla concorrenza e imponeva alle società presenti sul territorio di una regione un tetto di fatturato del 10% e non più del 20%. Ma sono saltati anche gli emendamenti all'articolo 9 che rendevano più rapido l'approdo dei medici del triennio alle zone carenti, quello dei medici sostituti al corso di medicina generale, quello dei medici di pronto soccorso "atipici" ai concorsi per essere assunti negli ospedali. Queste le clamorose novità sul decreto semplificazioni, in fase di conversione.
Il motivo del colpo di scena che riporta l'articolo 9 allo stato originale o quasi è stato annunciato dalla Presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati: la legge sulle semplificazioni dovrebbe solo rispondere al fine di introdurre disposizioni urgenti per migliorare le procedure della pubblica amministrazione e una sentenza della Corte costituzionale, la 32 del 2014, non ammette che queste leggi siano "omnibus", se si andasse fuori tema diverrebbero vulnerabili sotto il profilo giuridico. I partiti hanno chiesto una sospensione dei lavori. Tutti gli emendamenti dovrebbero ora confluire - il condizionale è d'obbligo - in un nuovo disegno di legge da approvare con urgenza, ma successivamente al decreto Semplificazioni, se ne riparla alla meglio a primavera. Nel testo, saltano anche le misure che impongono alle industrie farmaceutiche di preavvertire l'Agenzia del Farmaco in caso di cambi di indicazione o nella confezione pena sanzioni amministrative fino a 100-200 mila euro, e di contrattare sempre con l'Aifa eventuali usi off label di loro farmaci prima di poter entrare nell'elenco.
Di emendamenti approvati e in grado di arrivare all'ok dell'aula e alla conversione in legge, rimangono solo il 9.0.41 e il 9.0.500, il primo rivede i fabbisogni di personale Ssn attraverso un comitato paritetico Ministero salute-Regioni in cambio della rimozione del vincolo di spesa per Asl e ospedali, oggi pari alla destinazione fissata nel 2004 meno l'1,3%. Il secondo fa rimanere la norma che formalizza l'accordo tra Regioni e industrie da poco raggiunto sui ripiani pregressi (2013-17) della spesa farmaceutica individuando un versamento a forfait di 2,4 miliardi circa da effettuare entro il 15 febbraio 2019 e che Aifa dovrà riscontrare entro aprile e formalizzare entro maggio. Salvo il contratto dei dirigenti ospedalieri (medici, farmacisti, biologi, odontoiatri) che si erano ritrovati a fianco per i futuri tavoli di trattativa anche la dirigenza amministrativa: se non sanata dall'abrogazione (avvenuta) di un passo, la novità avrebbe portato a rifare tutte le procedure per il contratto.
Mauro Miserendino
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