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Politica e Sanità

30 Gennaio 2019

Cefalee e farmacia di comunità, pubblicati i risultati del Progetto nazionale


Circa la metà dei soggetti che soffre di cefalea e un terzo degli emicranici non considerano la loro condizione come una malattia e non sono curati da nessun medico e tra chi ricorre all'automedicazione per gli attacchi di cefalea acuta, il tasso di emicrania definita o probabile è alto, e una grande percentuale di questi non è correttamente diagnosticata e trattata. Questi sono i dati che sono stati raccolti nell'ambito del Progetto nazionale cefalee e farmacie di comunità e pubblicati nello studio sulla rivista scientifica PlosOne firmato da Paola Brusa docente presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell'università di Torino e coordinatrice del progetto.

Il Progetto, lo si ricorda, coinvolge, la Fofi, il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco dell'Università di Torino, la Fondazione Italiana Cefalee (FICEF) e la Asl 3 di Torino e nasce con l'obiettivo di valorizzare il ruolo del farmacista e sviluppare nuove competenze professionali, attraverso la dimostrazione dei risultati che la sua attività professionale e, in particolare, il monitoraggio del corretto uso della terapia, può apportare alla tutela della salute dei pazienti affetti da cefalalgia.

E questi i risultati realizzati e pubblicati sono i seguenti. Da giugno 2016 a gennaio 2017 sono state intervistate 4.424 persone. È stato somministrato da farmacisti formati ad hoc, a soggetti che sono entrati in una farmacia richiedendo l'automedicazione per un attacco di mal di testa, un questionario di 14 item, comprendente fattori socio-demografici e clinici. È emerso che la prevalenza di emicranie definite era del 40%, significativamente più alta tra le donne e le persone meno istruite. Circa la metà di tutti i malati di cefalea e un terzo degli emicranici non considerano la loro condizione come una malattia e non sono curati da nessun medico. Tra le persone che cercano l'automedicazione nelle farmacie per gli attacchi di cefalea acuta, il tasso di emicrania definita o probabile è alto, e una grande percentuale di questi non è correttamente diagnosticata e trattata.

Nelle premesse dello studio pubblicato viene sottolineato che il 90% delle persone ha un episodio di mal di testa almeno una volta all'anno e i disturbi da cefalea sono considerati la seconda causa principale di anni vissuti con disabilità in tutto il mondo. In questo scenario, scrivono gli autori, il farmacista è spesso il primo e unico punto di riferimento per le persone che lamentano mal di testa e la farmacia può essere non solo un prezioso osservatorio ma anche, attraverso la consulenza che un farmacista formato potrebbe dare, il primo importante passo peri costruire un buon rapporto di gestione del disturbo. In particolare, con i soggetti emicranici non diagnosticati: la loro segnalazione in prima istanza al medico di medicina generale e poi a specialisti e centri di mal di testa, può prevenire l'insorgenza di emicrania cronica e mal di testa da uso eccessivo di farmaci.

PLoS One. 2019 Jan 23;14(1):e0211191. doi: 10.1371/journal.pone.0211191.

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