Politica e Sanità
31 Gennaio 2019È auspicabile che il gruppo di lavoro che si siede al Tavolo della Filiera del farmaco previsto oggi presso la sede romana di Assofarm, "parallelamente all'elaborazione di contenuti tecnici, sviluppi anche un'autocritica su ragioni e atteggiamenti che hanno portato alla situazione attuale: aver perso l'occasione, protrattasi per anni, della concertazione nella riforma dell'ambito assolutamente prioritario per il nostro settore". È quanto scrive Venanzio Gizzi, presidente Assofarm nell'editoriale che accompagna il notiziario del sindacato, in cui recapitola i fatti che hanno portato alla scadenza dei i termini per presentare al Governo una proposta di nuova remunerazione e gli appelli lanciati da Assofarm nel corso del tempo. "Questa volta però l'appello della nostra federazione ha raccolto un forte interesse - sottolinea Gizzi - poi sbocciato nell'incontro plenario del 31 gennaio. D'altronde la cronaca di settore sembra implicitamente spingerci all'azione. È infatti notizia di questi giorni il segnale lanciato dal Ministro della Salute Grillo ad Aifa: rivedere i tetti di spesa riducendo la convenzionata puntando maggiormente su diretta e Dpc. Ultimo esempio di una lunga lista di segnali tesi da dimostrare che il core business della farmacia italiana sarà sempre meno il farmaco inteso come prodotto dal cui prezzo di vendita ottenere marginalità".
Il presidente di Assofarm ripone due speranze nel Tavolo: "La prima è che il Governo guardi con benevolenza questa ripresa di attività da parte della filiera e consideri le proposte che da essa emergeranno. La seconda speranza riguarda invece noi partecipanti. Confidiamo che l'assenza di un argine legislativo scoraggi tentazioni attendiste che potrebbero ancora albergare negli angoli più segreti del nostro settore. Sarà poi bene estendere queste speranze anche al rinnovo della convenzione tra Regioni e farmacie, dossier che Assofarm vede come assolutamente congiunto a quello della remunerazione. Nessuno dei due temi è tecnicamente affrontabile senza l'altro né è risolvibile senza la giusta attenzione di Governo e regioni da un lato, e la giusta coesione e dinamismo da parte della filiera distributiva del farmaco. Se anche una sola delle due controparti venisse meno ai suoi doveri, la farmacia italiana si avvicinerebbe sempre più al baratro. L'errore più grande che possiamo commettere è illuderci che questo baratro non sia poi così vicino. Le proroghe sono finite per la legge 135 e temiamo che stiano terminando per la farmacia nel suo complesso".
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