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Politica e Sanità

05 Febbraio 2019

Ecm, cambia formazione all’estero: nuove regole su crediti e Fad


In tema di Ecm, diverse sono le novità formalizzate a fine anno scorso e in vigore da quest'anno e, tra queste, alcune hanno interessato anche la formazione all'estero. Un capitolo, questo, che è stato riorganizzato e valorizzato, prevedendo, tra i vari aspetti, un aumento nel riconoscimento dei crediti, la possibilità, entro determinati paletti, della Formazione a distanza, e un allargamento dei Paesi nei quali è possibile formarsi. A fare il punto Giovanni Zorgno, presidente dell'Ordine dei farmacisti di Savona e delegato Fofi commissione Ecm: «Due sono le novità che alla fine dell'anno scorso hanno interessato la formazione all'estero. La prima fa riferimento al Manuale sulla formazione continua del professionista sanitario, in vigore da inizio anno, che ha riorganizzato e semplificato le regole sulla formazione in generale e che, tra i tanti interventi, ha previsto un aumento, in determinate casistiche, del riconoscimento dei crediti conseguiti all'estero - da 0,5 a un credito per un'ora di formazione. E la seconda, contenuta nella delibera del 25 ottobre della Commissione nazionale formazione continua, che consiste in un ampliamento dei Paesi in cui la formazione viene riconosciuta».

Quale è la situazione oggi quindi?
In generale, per chi pensa all'estero come meta per la propria formazione «esistono tre possibili casistiche, a cui sono associate regole e riconoscimenti diversi. Occorre conoscerle per valutare al meglio le proprie possibilità. Un primo caso è quello dell'evento accreditato da un provider Ecm all'estero, per il quale si seguono le stesse regole relative agli accreditamenti italiani. L'evento deve essere approvato dalla Commissione nazionale formazione continua - anche perché il provider deve dichiarare le motivazioni per cui è necessario che sia tenuto all'estero -, e, in ogni caso, deve tenersi presso una sede istituzionale, e non, per esempio, in luogo turistico, come un albergo, e così via».
Per il resto, si rientra «nell'ambito della formazione individuale, che comprende tutto quanto non sia, appunto, organizzato da provider Ecm. Perché questa formazione possa essere riconosciuta, è necessario che sia fatta in uno dei Paesi indicati dalla Commissione Ecm». E qui c'è la prima delle novità annunciate: con la delibera del 25 ottobre, la lista dei Paesi riconosciuti è stata ampliata e oggi comprende i 28 Stati Ue e altri 21, quali per esempio Usa, Giappone, Singapore, Canada, e così via. Ma all'interno della formazione individuale all'estero, «esistono due specifiche tipologie, a seconda che la formazione avvenga presso Enti inseriti nella Leef (Lista degli Enti Esteri di Formazione) o meno».

Che cosa cambia e che cos'è la Leef?
«La lista, stilata sempre dalla commissione nazionale formazione continua, contiene tutti gli Enti esteri di formazione riconosciuti. Il fatto che un ente che eroga formazione all'estero sia o meno compreso in questa lista è determinante: se lo è, si ha diritto al riconoscimento del 100% dei crediti (1 per ora, con un aumento rispetto all'anno scorso), per un massimo di 50 crediti, e c'è la possibilità di seguire il corso a distanza, novità di quest'anno. Se invece l'ente non è inserito nella Leef, viene riconosciuto il 50% dei crediti maturati, con un massimo di 25 crediti. In questo caso, non è prevista Fad». Infine c'è un ultimo caso, «che riguarda le zone di confine: in questa situazione possono esserci degli accordi di mutuo riconoscimento tra Paesi, ma si tratta di un capitolo su cui sono ancora in corso approfondimenti».

Francesca Giani

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