Professioni sanitarie insieme per un manifesto condiviso. Al via prima assemblea nazionale
Rappresenta oltre un milione e mezzo di operatori della salute la prima assemblea nazionale di tutte le professioni sanitarie e sociali, in programma sabato a Roma, al Teatro Argentina, e ha l'obiettivo di avviare un dibattito costruttivo con Governo e Regioni per garantire universalità e uguaglianza al Servizio sanitario nazionale. I presidenti degli Ordini e delle Federazioni nazionali, che rappresentano un numero di professionisti pari a oltre il 3% della popolazione italiana, apriranno l'incontro con un manifesto condiviso e sottoscritto da tutti. Una riflessione che punta a guidare "il futuro dopo i primi 40 anni del Ssn e si concentrerà sui temi caldi della sanità, dalla spesa al regionalismo differenziato, dalla mobilità ai rischi per la salute che generano i 'vuoti' di personale e servizi, per costruire, per la prima volta tutti insieme, un rapporto continuativo di confronto costruttivo e di proposte condivise. E che conterrà precise richieste a Governo e Regioni su cui è necessario che le professioni e i cittadini-pazienti abbiano un ruolo di protagonisti accanto alle istituzioni", si legge in una nota congiunta siglata da 10 Ordini. Dal canto loro le professioni si impegnano ad attivarsi, come Enti sussidiari dello Stato, "per garantire una sempre maggiore equità nell'accesso alle cure e l'eguaglianza di tutti i cittadini nell'esercizio del diritto alla salute; sostenere politiche efficaci per un adeguato finanziamento degli obiettivi di salute; mettere a disposizione le loro competenze, in collaborazione con le Istituzioni pubbliche, per la promozione, organizzazione e valutazione di percorsi formativi che sono alla base della rispettiva attività professionale per fornire il giusto contributo al progresso scientifico, culturale e democratico della nostra società". E soprattutto per proporre soluzioni e nuovi modelli di governance per un Servizio sanitario nazionale sempre più equo, solidale, sostenibile e universale per superare le diseguaglianze presenti nel Paese. "La sanità si evolve e lo deve fare per tutti i cittadini in modo assolutamente universalistico e uguale per tutti. E non lo farà mai più senza di noi" è lo slogan. Perché "senza condivisione e coinvolgimento a farne le spese non è solo la professionalità, ma soprattutto la salute dei cittadini e il Ssn", conclude la nota.
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