Cup farmacie Marche, titolari: con adesione volontaria rischio di illudere cittadini
L'annuncio dell'avvio in forma volontaria del servizio Cup nelle farmacie marchigiane ha colto di sorpresa le associazioni di categoria: il rischio è di avviare un progetto, limitato nel numero delle farmacie aderenti e dei territori coperti, che illude il cittadino. Inoltre, l'implementazione richiede un investimento in professionalità e tecnologia su cui è necessario un confronto serio e costruttivo con la Regione. Con queste argomentazioni Federfarma Marche ed Assofarm, sigle sindacali che rappresentano la totalità delle oltre 550 farmacie della regione, spiegano la loro posizione rispetto alla comunicazione fatta dal presidente delle Marche Luca Ceriscioli in merito. La sorpresa, spiegano le sigle in una nota stampa, "è dettata dal fatto che da più di due anni è in corso un fattivo colloquio tra queste sigle sindacali di categoria e l'istituzione regionale per intervenire, con intelligenza e concretezza, sulla riduzione delle liste d'attesa e per dare sempre maggiori vantaggi alla popolazione marchigiana nel campo della salute. Il presidente Ceriscioli, in diverse occasioni pubbliche, ha riaffermato il ruolo strategico della farmacia, autentico presidio della salute ancora di più in territorio dove la popolazione invecchia e numerosi sono i comuni, numerosi in aree terremotate, in cui la farmacia è l'unico riferimento per la popolazione in tema di salute. Le due organizzazioni sindacali di categoria si sono trovate pienamente d'accordo per ricordare alla regione marche che le farmacie sono pronte a concretizzare un servizio da comprendere nell'offerta di nuovi vantaggi che le farmacie vogliono assicurare al cliente - paziente, unico punto di riferimento con cui interfacciarsi. Da rammentare inoltre che l'avvio del servizio di prenotazione CUP nelle farmacie impone un investimento in termini di professionalità, di personale dedicato da remunerare e di tecnologie informatiche su cui è necessario un confronto serio e costruttivo perché avviare un nuovo servizio di tale rilevo non può essere affidato alla improvvisazione ma alla seria programmazione tra i diversi attori. Il rischio è che avviare un progetto, limitato nel numero delle farmacie e dei territori, illuda il cittadino che invece deve essere unico serio punto di riferimento cui dare certezze quando si affrontano i temi della salute, sua e della sua famiglia".
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