Presidi per diabete, dibattito aperto su criticità del nuovo sistema in Lombardia
Un gruppo di farmacisti lombardi, della provincia di Brescia, ha espresso "forte disappunto per il nuovo sistema di distribuzione dei presidi per i pazienti diabetici, che sta provocando un grave disservizio agli assistiti ed è un vero rompicapo per il farmacista che sta al banco". È quanto si apprende da una lettera inviata alla Redazione e nelle discussioni in corso sui social. Oggetto del dibattito è il sistema regionale avviato dal 1° febbraio 2019, con il quale i pazienti affetti da diabete possono, come sempre, ritirare i presidi necessari per il controllo della loro malattia in farmacia, usufruendo però di una nuova gamma di presidi medici (aghi, siringhe, lancette pungidito, strisce e glucometri) acquistati direttamente da Regione Lombardia per consentire l'erogazione uniforme dei dispositivi per l'autocontrollo della glicemia su tutto il territorio regionale. Il gruppo di farmacisti punta il dito sull'ulteriore abbassamento del guadagno della farmacia, ma anche contro un sistema informatico "che fa acqua da tutte le parti": permetterebbe più ordini e con modalità diverse per lo stesso paziente, autorizzando quantità che non sono coincidenti con le confezioni da erogare, e non permetterebbe la stampa dei piani terapeutici. Inoltre, viene contestato il fatto che le farmacie siano state informate con tre soli giorni di anticipo, con una circolare del 28 gennaio, invece di pensare a qualche serata informativa, "rendendo il processo decisionale più collegiale e condiviso e permettendo a tutti di arrivare preparati e formati all'appuntamento". Sulla questione dibattuta, la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca ha reso la posizione del sindacato regionale. «La nuova modalità di distribuzione dei presidi per diabetici è un progetto complesso e innovativo che non esiste in alcuna altra area nazionale, che ha coinvolto un'intera regione dando risparmio senza togliere benefici al paziente diabetico e contenendo l'erosione dell'utile per le farmacie» ha spiegato a Farmacista33. E chiarisce sull'informazione ai colleghi spiegando che la prima comunicazione «che parla di Dpc per il diabete è datata 16 ottobre 2018. Con la successiva, datata 30 ottobre 2018, si indicava già febbraio 2019 come data di partenza. Le prime indicazioni operative sono state inviate l'11 dicembre 2018 per poi terminare con le citate mail degli ultimi giorni per dare i dettagli più tecnici dell'operazione; le Associazioni hanno inoltre organizzato incontri, come fatto in passato per ricetta dematerializzata e Dcr-Fur». Il sistema informativo, continua Racca, con un programma che integra Webcare e WebDpc, «è un software nuovo, che è stato predisposto appositamente per la distribuzione dei presidi diabetici lombardi; quando si usa un programma innovativo è impossibile prevedere tutte le problematiche che si possono presentare, e che comunque sono state tempestivamente corrette dagli informatici. I programmi creati appositamente per una funzione di solito danno il massimo dell'efficacia quando si arriva a regime del loro utilizzo: vorrei ricordare ai colleghi come può essere difficile cambiare il gestionale in farmacia o le problematiche con la ricetta elettronica veterinaria che non ha ancora reso disponibile l'interfaccia con il sistema tessera sanitaria pur essendo partito da gennaio». In conclusione, ha aggiunto la Presidente «Regioni come la Lombardia che propongono modalità di distribuzione innovative, che vengono incontro alle necessità dei pazienti (ricordiamo che in Lombardia i pazienti cronici hanno la possibilità di rivolgersi a qualsiasi farmacia della Lombardia e ottenere da tutte gli stessi servizi), che collaborano attivamente con la propria Regione, sono soggette a "testare" nuovi sistemi per evolvere e stare al passo con i tempi»; infine ha sottolineato: «Come ultimo dettaglio vorrei ricordare che, vent'anni fa, quando Webcare era un sistema innovativo in uso solo in alcune zone della nostra regione i problemi informatici furono moltissimi, ma oggi nessuno si sognerebbe di criticare o fare a meno di Webcare».
Chiara Romeo
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