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Politica e Sanità

25 Marzo 2019

Farmaci biologici, Tar: no a sostituibilità. Sir: ribadita autonomia prescrittiva


«Di sentenze ce ne sono di tutti i tipi, una volta ti danno ragione un'altra l'orientamento cambia, ci sarà comunque il Consiglio di stato, immagino faremo ricorso, ma non abbiamo ancora esaminato le carte». Questo il commento di Stefania Saccardi, assessore alla Salute della Regione Toscana, in merito alla sentenza pronunciata dal Tar a sfavore dell'assessorato nella vertenza giuridica avviata da Roche contro le direttive emanate dalla Regione nel febbraio 2018, che sconsigliavano l'utilizzo di biofarmaci a vantaggio dei biosimilari, meno costosi.
«Stiamo facendo un lavoro importante anche con Aifa per andare a migliorare la situazione - prosegue Saccardi - purtroppo la farmaceutica era uno dei punti neri della sanità toscana, abbiamo fatto un lavoro importante, abbiamo risparmiato più di 60 milioni di euro senza togliere nulla alle opportunità di salute delle persone». Per il futuro «sarà necessario fare un ragionamento con gli operatori per lavorare sulla spesa farmaceutica perché' se siamo riusciti a fare tutta una seria di provvedimenti, dall'abolizione del contributo di digitalizzazione agli accordi sindacali per remunerare meglio medici e infermieri, lo abbiamo potuto fare perché' abbiamo risparmiato su una spesa farmaceutica abnorme e inutile».
Giunge invece tramite comunicato l'approvazione della Società Italiana Reumatologia (Sir), tramite le parole del Presidente Nazionale Luigi Sinigaglia: «Accogliamo con grande soddisfazione la recente sentenza del TAR della Toscana sui farmaci. Il tribunale ha ribadito la non sostituibilità automatica tra un farmaco biologico di riferimento e il suo biosimilare, né tra diversi biosimilari. È quanto, infatti, stabilito dalle normative nazionali. La giustizia amministrativa ha quindi giustamente riconfermato il principio dell'autonomia prescrittiva e della continuità terapeutica da parte del medico». Sir ribadisce di essere assolutamente favorevole all'utilizzo dei farmaci biosimilari. Sono farmaci che ormai prescriviamo da anni ai nostri pazienti e che hanno dimostrato tutta la loro efficacia per il trattamento di malattie gravi ed invalidanti come quelle reumatologiche. Non abbiamo nessun pregiudizio - spiega - ma siamo al tempo stesso convinti che la scelta della terapia da utilizzare spetti solo ed esclusivamente al medico specialista. Si tratta di una decisione che va presa ovviamente sempre in comune accordo con il paziente».
L'appello all'Aifa è quello «esercitare un controllo mirato sulle delibere regionali su questi temi. In molte Regioni infatti è stato creato un notevole disagio nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche articolari sulla base del principio della sostenibilità del sistema sanitario, che va tutelato ma non può mai essere anteposto al concetto di appropriatezza».
«Nelle prossime settimane - conclude - partirà un tour in alcune Regioni italiane. Parteciperanno rappresentanti di medici, farmacologi, pazienti e anche delle Istituzioni locali. Sarà l'occasione per cercare soluzioni condivise per migliorare il più possibile l'assistenza agli oltre cinque milioni di italiani colpiti dalle patologie reumatologiche».

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