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Politica e Sanità

25 Marzo 2019

Sperimentazione Farmacia dei servizi. Veneto apripista: al via finanziamento fase operativa


Con delibera dello scorso 22 marzo la Regione Veneto avvia ufficialmente la parte operativa della sperimentazione delle attività inerenti alla Farmacia dei servizi con un finanziamento di 1,5 milioni di euro, dopo aver già sostenuto la fase propedeutica destinata alla formazione. È quanto ha comunicato Azienda Zero, l'ente unico di gestione della sanità di Regione Veneto, con una nota che annuncia l'avvio previsto il 1° aprile 2019 e indica le attività necessarie per l'avvio del progetto da adempiere entro la data. La Regione ricorda che "il progetto è stato strutturato in due parti. La prima, già effettuata e propedeutica per la seconda, ha riguardato la formazione dei farmacisti delle farmacie convenzionate" su tematiche relative "l'aderenza, lo switch tra prodotti diversi contenenti lo stesso principio attivo, la fragilità dei pazienti cronici e la loro presa in carico, la farmacovigilanza". La seconda parte, in partenza ora, prevede "il coinvolgimento dei pazienti scarsamente aderenti o non aderenti alle terapie croniche per il Diabete e/o la Bpco tramite il contatto con farmacisti appositamente formati al momento dell'erogazione dei farmaci. Tali pazienti verranno seguiti per due anni durante i quali saranno messe in atto dal farmacista una serie di azioni per migliorare l'aderenza alla terapia, tra cui il counselling individuale e comunicazione strutturata". La farmacia che partecipa al progetto accederà alle funzionalità web del portale della Regione usando le credenziali rilasciate per la gestione della ricetta elettronica. Alle Asl viene richiesto di dare comunicazione per tempo alle farmacie aderenti al progetto, della data di avvio e di trasmettere "l'accordo per la nomina di responsabile esterno al trattamento dei dati personali".
«Il progetto veneto è un'autentica svolta nella storia delle farmacie di comunità del nostro Paese perché amplifica con contenuti alti e nuovi il loro ruolo di presidi sanitari di riferimento del cittadino nella prossimità territoriale - commenta Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite in una nota in cui sottolinea come la sperimentazione veneta abbia contenuti economici: «Decisamente interessante, in primo luogo in termini di principio, la previsione di retribuire le farmacie con un fee professionale per ciascun assistito arruolato. Possiamo dire che il Veneto apre concretamente il primo tratto di strada che la rete delle farmacie di comunità italiane dovrà percorrere fino in fondo con coraggio e determinazione, se vuole garantirsi il futuro che le compete come presidio di prossimità del Ssn».

«Con il coinvolgimento delle farmacie nella presa in carico del paziente cronico - spiega Alberto Fontanesi presidente di Federfarma Veneto - possiamo migliorare l'aderenza alla cura e portare importanti risparmi al bilancio ed ai cittadini della nostra regione. La completa aderenza alla cura potrebbe garantire un risparmio stimato per i veneti è di circa 400 milioni di euro ed a livello nazionale potrebbe portare ad uno sgravio di oltre 4 miliardi di euro per le casse dello Stato. Ma non è solo una questione di freddi numeri: con questo progetto possiamo aiutare potenzialmente circa 60.000 pazienti a migliorare in modo concreto la loro qualità di vita ed incidere sull'aspettativa della stessa. "Il risparmio per il sistema sanitario deriva dal fatto che con l'aiuto dei farmacisti nella gestione della cura del paziente cronico si eviterà il peggioramento della malattia e anche di eventuali patologie connesse e, quindi, conseguenti ospedalizzazioni, che rappresentano un costo per il sistema sanitario che poi pesa sui contribuenti. La nostra volontà è di fare squadra con i medici che restano il punto di riferimento e a cui vogliamo dare più supporto possibile nella misura delle nostre competenze e delle nostre possibilità. Le farmacie del Veneto sono le prima in Italia a mettere in campo un progetto di questa valenza e questo grazie all'impegno profuso da Federfarma Veneto in questi anni. Il Veneto si conferma apripista e un punto di riferimento per la costruzione di modelli innovativi in grado di rendere più sostenibile anche dal punto di vista economico il sistema sanitario nazionale».

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