Disoccupazione farmacisti, Mnlf e Parafarmacie: controproducente limitare accesso a laurea
Disoccupazione farmacisti, Movimento Nazionale Liberi farmacisti e Confederazione Parafarmacie contro limitazioni all'accesso alla laurea in farmacia
I rappresentanti delle parafarmacie bocciano in toto le tesi esposte dal Fenagifar alla presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera, Marialucia Lorefice. Il Movimento nazionale liberi farmacisti, in una nota congiunta con la Confederazione delle parafarmacie, si dice sorpreso che «dei giovani o presunti tali siano a favore di un sostanziale numero chiuso alla facoltà di Farmacia. Il Mnlf ha già spiegato, davanti alla Commissione Cultura della Camera, come esistano diversi dubbi sia metodologici che interpretativi rispetto ai dati riportati dalla Fofi, spiegando come gli stessi siano stati utilizzati in modo strumentale alle proprie tesi». E inoltre, reputa controproducente la proposta sostenuta da Fenagifar e Fofi, di restringere l'ingresso alla facoltà di Farmacia, facendo una selezione al termine del primo anno di corso. Ben altre sarebbero le soluzioni al problema della disoccupazione: «Quale sarebbe l'impatto per l'occupazione del farmacista italiano se la legislazione relativa alla dispensazione dei farmaci fosse riformata e consentito al farmacista che lavora negli esercizi di vicinato (parafarmacie) di fare il lavoro per cui è stato laureato e abilitato al 100% e non al 10 come oggi avviene?». Con evidente riferimento alla liberalizzazione della fascia C, storico cavallo di battaglia delle associazioni di parafarmacie. La liberalizzazione cui opporsi era semmai quella introdotta dal Ddl Concorrenza, e invece «nessuno si è stracciato le vesti quando il governo Renzi ha permesso l'entrata dei capitali privati nella proprietà delle farmacie, Federfarma compresa». Nel dibattito si è inserito anche Davide Gullotta ex presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane, che in un post Facebook sottolinea che «le parafarmacie attive (dati ufficiali) sono oltre 4.300 in Italia e rappresentano circa 10.000 posti di lavoro per farmacisti. Di queste solo 365 sono della Gdo. Affermare che le liberalizzazioni sono state un grande favore per la Gdo è illogico e sbagliato. Le legge Bersani, nonostante sia incompleta, nonostante abbia contraddizioni e chiaroscuri, è comunque l'unico provvedimento che nell'ultimo decennio ha inciso realmente e positivamente sul livello di occupazione dei farmacisti... e soprattutto dei giovani farmacisti».
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