Politica e Sanità
05 Aprile 2019È necessario che il Governo accenda i riflettori sulle istanze provenienti dal mondo dei professionisti e dei corpi intermedi, intervenendo in particolare sui potenziali effetti sulle casse professionali del Decreto Crescita, approvato "salvo intese" dal consiglio dei Ministri.
L'appello è stato lanciato da Emilio Croce, presidente di Enpaf, che ha partecipato a una tavola rotonda nell'ambito di Capri Pharma 2019, l'evento organizzato dall'Ordine dei Farmacisti della Provincia di Napoli, con il patrocinio di Enpaf, Fofi, Federfarma e Sifo, e giunto alla sua seconda edizione. «Devo esprimere la mia preoccupazione», si legge in una nota, «rispetto alla previsione contenuta nell'art. 13 bis del Decreto Crescita che mira a incentivare gli investimenti da parte delle Casse professionali in economia reale e nel venture capital, sulla base di una percentuale rapportata al patrimonio degli Enti. È evidente che se la misura venisse confermata dal Parlamento, difficilmente le Casse - e quindi anche l'Enpaf - investirebbero con percentuali così significative in operazioni che presentano profili di rischio elevati, e questo anche se con tale scelta venissero meno, come stabilito dal provvedimento governativo, le agevolazioni sui nuovi investimenti qualificati». Alla tavola rotonda è intervenuto anche Marco Lazzaro, direttore generale Enpaf, che ha ribadito la necessità di «costruire sinergie e un percorso comune con le istituzioni: con le giuste misure molti più giovani potrebbero trovare posto nel mondo delle professioni. I servizi di previdenza e assistenza dell'Enpaf, dalle pensioni alla maternità, dalle borse di studio fino al sostegno all'occupazione, sono finalizzati alla costruzione di un welfare sempre più dinamico e in grado di far fronte ai nuovi bisogni dei nostri iscritti, giovani e meno giovani, e di favorire una crescita equa e sostenibile del Paese».
«Siamo aperti a un dialogo costruttivo con tutti gli attori del settore», ha concordato Croce anche perché, «oggi le farmacie rappresentano l'unico vero presidio sanitario distribuito in modo capillare sul territorio nazionale e per questo si tratta di una realtà professionale che la Cassa di previdenza di categoria vuole tutelare in ogni sede, istituzionale e rappresentativa».
E tra i nodi c'è «il rafforzamento dell'occupazione». E proprio a questo proposito dall'Enpaf sono state ricordate le misure recentemente approvate e che entreranno in vigore da settembre: «Un sostegno economico per promuovere il lavoro a tempo indeterminato per under-30 e over-50 (se disoccupati da almeno sei mesi) - sia come nuove assunzioni sia per la trasformazione di precedenti rapporti a termine - che sarà destinato a farmacisti titolari di farmacia o parafarmacia, e a società di gestione di farmacie private a patto che la maggioranza delle quote di partecipazione appartengano a farmacisti iscritti alla cassa».
Nell'intervento è stato poi sottolineato che «l'Ente svolgerà un ruolo chiave nella supervisione e nella buona gestione delle risorse, con un'attività di monitoraggio volta a garantire la trasparenza e la correttezza delle richieste di contributo e delle assunzioni generate. L'incentivo infatti viene riconosciuto ai rapporti di lavoro con anzianità minima di 8 mesi e per una durata massima di 36 - purché continuativi - con un contributo crescente a seconda della durata del rapporto».
Francesca Giani
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