Farmaci Otc, in Francia prezzi più alti in 10 anni da autorizzazione a libero accesso
Farmaci Otc, in Francia il prezzo dei farmaci a libero accesso è cresciuto del 9% in 10 anni, complici un'informazione poco trasparente e i nuovi canali di vendita
Un aumento del 25% nel prezzo di alcuni sciroppi a base di ibuprofene, del 19% nel costo di alcune pastiglie per la gola a base di alcol diclorobenzilico e del 12% per alcuni antiacidi; un aumento generale del 9% nel prezzo dei farmaci Otc di più comune utilizzo, sui quali sono gravati poi due incrementi della Tassa sul Valore Aggiunto (Tva), uno nel 2012 (dal 5% al 7%), l'altro nel 2014 (dal 7% al 10%). Questi i dati divulgati dall'associazione dei consumatori francese Familles Rurales, frutto di uno studio sul prezzo annuale dei farmaci. Come riportato dalla stampa d'oltralpe, a partire dal 2008, anno di approvazione del provvedimento che permette il libero accesso ad alcune categorie di farmaci, il prezzo medio degli Otc maggiormente utilizzati è salito del 9%, come testimoniato dall'osservatorio sul prezzo dei farmaci 2018, che si è avvalso delle rilevazioni di 34 volontari che si sono occupati, da settembre a ottobre, di raccogliere i prezzi di 14 prodotti frequentemente utilizzati (12 medicamenti e 2 specialità non medicamentose) in 84 farmacie o siti internet sparsi su 37 dipartimenti. La misura approvata nel 2008 nasceva con l'intento diametralmente opposto, ossia quello di favorire il risparmio tramite lo sfruttamento della concorrenza: più di 200 farmaci sottoposti a libero accesso, tra i quali paracetamolo, trattamenti contro il fumo, lenitivi per raffreddori e mal di gola, diarrea e disturbi dermatologici. L'elenco dei medicinali era stato accompagnato dalle rassicurazioni dell'allora ministro della Sanità Bachelot: «Quando un prodotto è venduto al di là del bancone, si possono facilmente comparare i prezzi. Si tratta di creare un clima di concorrenza che sappiamo farà abbassare i prezzi». Una misura i cui risultati testimoniano ora come il governo non sia riuscito a "offrire prezzi pubblici competitivi e migliorare il potere d'acquisto dei cittadini", come si legge nel comunicato di Familles Rurales. Oltre a puntare il dito contro la "disintegrazione" dell'informazione verso i consumatori, con prezzi illeggibili o non reperibili (il 75% delle confezioni presenta etichetta danneggiata o assente, il 50% è posizionato dietro al bancone), l'associazione sottolinea come l'apertura della vendita degli Otc tramite canali online nel 2013 abbia contribuito alla mancata uniformazione dei prezzi e a un clima di generale abbandono del cliente, in balia delle sirene pubblicitarie e privato dei consigli e delle avvertenze che solo un farmacista in carne e ossa può fornire. La richiesta ai farmacisti francesi è quella di offrire maggior assistenza e maggior chiarezza in merito ai prezzi, mentre l'appello alle autorità pubbliche è quello di provvedere con sanzioni verso "i siti che consapevolmente mettono in pericolo la vita di alcuni pazienti" e di procedere alla sensibilizzazione sull'importanza della concorrenza e della corretta informazione sui medicinali. "L'associazione Familles Rurales ricorda che i farmaci non sono prodotti di uso comune. In tal senso, i consumatori non dovrebbero cedere alle lusinghe di pubblicità sempre più aggressive in questo settore, ma fare riferimento al parere dei farmacisti, che sono operatori della sanità".
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