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Politica e Sanità

02 Maggio 2019

Vendita farmacie comunali Genova, Ordine farmacisti: tutela dipendenti, no a derive commerciali


L'ingresso dei capitali nelle farmacie non è contestabile, la legge lo permette, quindi l'auspicio da parte di Giuseppe Castello vicepresidente di Federfarma Genova e presidente dell'Ordine dei farmacisti genovese, città in cui le 8 farmacie comunali sono state messe in vendita all'asta è che ci siano garanzie per i dipendenti e al centro resti la professionalità e non logiche esclusivamente commerciali. È quanto riporta un'intervista pubblicata sull'edizione locale di Repubblica. «Per noi la gestione delle farmacie comunali da parte di Palazzo Tursi è sempre stata lineare, corretta e professionale» dice Castello che teme per i posti di lavoro dei colleghi: «Devono esserci garanzie precise sui posti di lavoro dei colleghi. E deve essere mantenuta la professionalità che ha sempre contraddistinto la vita di queste 8 farmacie. Non prendere derive commerciali». Intanto, stando a quanto riportano le cronache locali la prima asta, sulla base di 10 milioni e 243mila euro, è andata deserta, cosa che, si legge nell'intervista, non stupisce i farmacisti: «Il prezzo secondo me è troppo alto - commenta Castello - Ciò non toglie che le farmacie in questione abbiano il loro valore e il loro giro d'affari. E so che ci sono diversi interessati, sia privati che grandi gruppi. L'ideale per noi sarebbe che a rilevare questi 8 esercizi siano farmacisti, o che tutto rimanga nelle mani del Comune. Se così non sarà, torno a ripetere ancora una volta che al centro deve restare la professionalità e non logiche esclusivamente commerciali». Intanto, lo stesso giornale segnala che sulla vendita delle "pacchetto Comunali" di Genova pesa anche un'inchiesta aperta. Il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Ubaldo Santi ha presentato un esposto su come la maggioranza sia arrivata a votare il bando di vendita delle otto farmacie comunali, e ora si è aperta un'indagine da parte del "pool" che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione con un reato iscritto, al momento a carico di ignoti, di turbativa d'asta.

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