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Politica e Sanità

16 Novembre 2011

La poliprescrizione pesa sull’alvo


Uno studio italiano segnala che nell’anziano la prevalenza di episodi moderati e gravi di diarrea cresce con il numero di farmaci assunti. E alcune classi terapeutiche sono coinvolte più spesso

La poliprescrizione negli anziani è un dato  che merita sempre molta attenzione, soprattutto per una corretta valutazione degli effetti collaterali. Un ulteriore tassello viene ora da una ricerca pubblicata sull’American Journal of Gastroenterology e condotta da un gruppo di ricercatori italiani per la Fondazione Italiana Ricerca sull''Invecchiamento. Lo studio ha seguito oltre 5000 anziani (da 65 anni in su) afferenti a 133 medici di famiglia, che si sono rivolti al medico in un periodo di tre mesi. Scopo dei ricercatori era individuare se vi fosse un nesso tra l’assunzione di uno più farmaci e il manifestarsi della diarrea, disturbo spesso in grado di interferire significativamente con le attività quotidiane delle persone, specie se in uno stato di salute non ottimale e che, se trascurato, può avere conseguenze anche gravi, soprattutto a causa della disidratazione. Di fatto, questo studio è uno dei pochi finora condotti che ha potuto quantificare il fenomeno. Il primo dato è che la diarrea riguarda in media più del 9% della popolazione studiata e tende ad aumentare con l’età e la disabilità. Per quanto riguarda l’uso di farmaci, la prevalenza del disturbo era pari all’8,2 in chi assumeva 1-2 medicinali, all’11% negli anziani che ne assumevano da 3 a 5 e all’11,7 in chi ne assumeva 6 e più. I ricercatori, all’analisi multivariata, hanno stilato anche una classifica dei farmaci più spesso associati alla presenza di questo disturbo. Al primo posto vengono, come è noto, gli antibiotici, che moltiplicano per cinque volte la possibilità dell’effetto collaterale (rischio relativo 4,58), seguono gli inibitori di pompa protonica (rischio relativo 2,97), l’allopurinolo (rischio relativo 2,19), gli psicolettici (rischio relativo 1,87), gli antidepressivi serotoninergici o SSRI (rischio relativo 1,7) e anche i sartani (rischio relativo 1,46). Mentre per gli antibiotici è noto che la diarrea è causata dall’azione sulla flora intestinale, per gli altri farmaci chiamati in causa i meccanismi d’azione sono ancora incerti. Per esempio, nel caso degli SSRI, che causano una maggiore disponibilità di serotonina, all’origine del disturbo potrebbe esserci l’effetto della serotonina sulla mobilità intestinale. Comunque, concludono gli autori, nell’anziano in trattamento con i farmaci di questi gruppi, e in generale con molti farmaci, il manifestarsi di irregolarità della funzione intestinale va monitorato e trattato. (Am J Gastroenterol 2008 103(11):2816-23)

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