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Politica e Sanità

14 Maggio 2019

Remunerazione e stabilità economica: filiera resta al centro dei modelli in discussione


La revisione della remunerazione deve avere come cardine la sostenibilità della filiera, condizione indispensabile per sviluppare professionalità

Continua il dibattito sulla revisione della remunerazione all'interno della filiera e se, da un lato, si conferma l'intenzione di avere una base di partenza nell'analisi dei dati che arrivino da tutti gli attori coinvolti, dall'altro a essere invocata come cardine del confronto è la «stabilizzazione dell'orizzonte economico di farmacie e distribuzione intermedia, condizione indispensabile anche per sviluppare il tema della professionalità». È questo, in sintesi, il punto fatto a Farmacista33 da Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi, in vista del prossimo incontro. Intanto, Federfarma sta preparando, nell'appuntamento del 18 e 19 a Torino, un approfondimento sul tema, con anche un confronto con la Fofi.

«Dagli ultimi incontri all'interno della filiera» spiega Mirone «sono stati chiariti alcuni punti cardinali, primo tra tutti la necessità della condivisione di modelli e proposte tra le diverse sigle della filiera. A essere rinnovata è la scelta di individuare un metodo condiviso, con l'affidamento a un soggetto terzo, esperto di settore, dell'analisi, sistematica e completa, dei dati in possesso di ciascun componente della filiera, in grado di restituire focus e tendenze che siano significative, pur con il vincolo che le indicazioni di principio siano quelle fornite dalle sigle».

Proprio nell'ultimo incontro «a essere ribadita è la necessità di una stabilizzazione dell'orizzonte economico di breve e lungo periodo dei vari attori». Requisito indispensabile per «farmacie e distributori, molti dei quali sono sempre più in sofferenza» ma anche per avviare approfondimenti, eventualmente all'interno della Convenzione, sui «servizi professionali».
E la stabilità può essere raggiunta «attraverso un minimo di ristoro fisso a pezzo».
Da sfondo, d'altra parte, «c'è la riduzione progressiva dei prezzi al pubblico, che ancora persiste» a fronte di un aumento nei volumi di farmaci movimentati ed erogati.
«L'idea, quindi, che è stata ribadita è quella di strutturare un modello nel quale ci sia una remunerazione mista, ma dove si continui ad avere, per l'acquisto del prodotto, un rapporto diretto, come avviene oggi nella filiera, tra distributore e industria e tra farmacia e industria». A breve, continua, «abbiamo un prossimo incontro, che dovrebbe, per altro, portare all'affidamento del mandato alla società Iqvia. La filiera è in possesso di una grande mole di dati che deve essere messa in campo per produrre il risultato migliore. L'auspicio è di arrivarci in tempi brevi, visto che c'è la disponibilità del Governo ad affrontare questo tema, proprio nell'intento di dare stabilità a un settore ritenuto essenziale per il Ssn. Ma, quello che riteniamo improcrastinabile è la necessità di avere risposte concrete».

Sempre in tema di remunerazione, da parte di Federfarma nazionale, negli appuntamenti a Tornino del 18 e 19 maggio, verrà affrontato l'argomento, il primo giorno, nel Consiglio di presidenza in un incontro anche con il Comitato centrale Fofi, che coinvolgerà anche la Convenzione, e il giorno successivo in un convegno dedicato.
Di recente, nel dibattito, era intervenuto anche Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, che in un editoriale a sua firma aveva ribadito come la remunerazione «non debba unicamente essere legata al prezzo del farmaco significa. La nuova remunerazione dovrà reggersi anche con l'apporto economico scaturito dalla presa in carico del paziente capace di offrire migliore assistenza riducendo così altri costi sanitari, e per questa ragione meritevole di essere remunerato».

Francesca Giani

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