Farmacie, le incognite post-voto in Piemonte: da acquisti centralizzati a Convenzione
Farmacie, il voto in Piemonte e le incognite su sanità e farmacisti. Un'intervista a Marco Bacchini membro del Consiglio di presidenza nazionale per fare il punto, in vista dei possibili cambi nelle composizioni degli organismi interlocutori
«In questi giorni sono possibili cambi negli equilibri e nelle composizioni degli organismi nostri interlocutori, ma proprio per questo motivo è prematuro evocare scenari». Le parole di Marco Bacchini, presidente Federfarma Verona e membro del Consiglio di presidenza nazionale, sintetizzano il complesso momento che fa seguito agli esiti delle elezioni europee e all'imporsi della Lega. A influire sul futuro della trattativa per la convenzione delle farmacie sembrano però soprattutto gli esiti dell'unica elezione regionale di domenica scorsa: in Piemonte, il candidato di centrodestra Alberto Cirio ha superato il governatore uscente Sergio Chiamparino (Pd) nella cui squadra c'è Antonio Saitta. L'attuale assessore alla Salute coordina la commissione Salute della Conferenza delle Regioni e là non è impossibile una sua sostituzione, magari con un assessore di compagine governativa o di centrodestra. Ma Saitta è anche tra gli artefici della stagione di uscita del Piemonte dal deficit e della scommessa sugli acquisti centralizzati di farmaci, abbracciata pure da altre regioni. Si apre dunque una stagione di incognite che interessano la sanità, sia nella regione - che subito con Cirio ha ventilato richieste di maggiore autonomia al governo centrale -sia a livello interregionale. E sono possibili ripercussioni in particolare ai tavoli tra agenzia interregionale Sisac, da qualche mese presieduta da Antonio Maritati, e farmacie territoriali. La trattativa in corso mira a concludere un accordo nazionale, il precedente è del 1998. Poco prima delle urne, il vice di Saitta in Commissione salute, l'assessore emiliano Sergio Venturi, aveva evocato la necessità di scelte importanti: una revisione dell'atto di indirizzo del 2016, l'abbassamento delle percentuali di principi attivi in distribuzione diretta e la possibilità di remunerare le farmacie in base a pacchetti di terapie. Gli esiti elettorali dunque cadono in un momento complicato. «La trattativa era già rallentata con la campagna elettorale - sintetizza Bacchini -e rispetto alle proposte che avevamo formulato siamo tuttora in attesa di risposte. Di certo, nella nuova convenzione ci dovrà essere uno spazio importante per la farmacia dei servizi. Che andranno articolati con cura: a partire da quelli forse meno "attraenti" di front office, Cup-prenotazione esami, ritiro referti, che però ci aiutano ad essere punti di riferimento del sistema, per arrivare ai - credo - più interessanti servizi di analisi di prima istanza e telemedicina, cognitivi, di aderenza terapeutica e di presa in carico vera e propria dei pazienti. Tra questi ultimi sottolineo, nella nostra proposta, il servizio farmaceutico domiciliare che è tutt'altra cosa dalla consegna del farmaco a domicilio, in quanto prevede specifiche attività del farmacista a casa del paziente allettato o con difficoltà a muoversi».
La trattativa con Sisac è senza oneri aggiuntivi per il servizio sanitario, ma fino a un certo punto: va considerato quanto i servizi della farmacia potrebbero far risparmiare in termini di minori ricoveri o minori spese per il sistema. «Dai nostri servizi potrebbero derivare risparmi per milioni di euro, - ricorda Bacchini -tant'è vero che nella sperimentazione sulla farmacia dei servizi sono state coinvolte nove regioni (Lazio Piemonte e Puglia per il 2018, Lombardia Emilia-Romagna e Sicilia quest'anno e Veneto, Umbria e Campania il prossimo ndr.) per un investimento complessivo di 36 milioni previsto dalla Finanziaria 2018; per queste competenze sono stati quantificati gli impieghi di risorse; ad esempio, è stato calcolato il tempo dedicato a parlare all'utente cui si consegna un pieghevole in un programma sull'aderenza terapeutica. E i risultati fin qui a disposizione fanno pensare a vantaggi tangibili».
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