Farmacologia innovativa, la sfida: dare un valore alle terapie avanzate
Farmacologia innovativa, dalla genica alla cellulare, una riflessione sul valore e sull'impiego attuale e futuro delle terapie avanzate
Le terapie avanzate (Atmp), genica e cellulare, promettono di cambiare la storia clinica dei pazienti ed evitare le terapie tipiche di una condizione cronica, ma i sistemi sanitari non sono ancora preparati per valutarle come "investimento, più che come spesa corrente", non ci sono ancora i dati di lungo periodo a supporto di decisioni su rimborsabilità e negoziazione del prezzo ma nei prossimi anni sono previsti molti lanci di nuovi prodotti in quest'area. A proporre la riflessione su "valore della farmacologia innovativa" sono i ricercatori del Cergas della Sda Bocconi, Patrizio Armeni, Francesco Costa, Claudio Jommi che firmano un articolo pubblicato da Sole 24 Ore. I tre ricercatori parlano di "una vera e propria rivoluzione terapeutica per molte patologie", e se al momento sono in commercio i primi prodotti "nei prossimi anni sono previsti molti lanci in quest'area". I benefici per i pazienti si misurano in "cambiamenti radicali della propria condizione clinica, con un aumento importante dell'aspettativa di vita in buona salute" come pure nel non doversi "sottoporre a terapie continue tipiche di una condizione cronica". Ma da un punto di vista economico c'è uno spostamento dell'impatto sulla spesa farmaceutica "prevalentemente all'inizio della cura e non più distribuito nel tempo". Mancano, cioè, "simultaneità e gradualità tra la manifestazione dei costi e l'ottenimento dei benefici in termini di salute". Diventa, quindi, complesso fare una valutazione finalizzata alla rimborsabilità: "di fronte a un investimento certo, i benefici sono più incerti, sia perché sono ancora insufficienti i dati di lungo periodo, sia perché tutto ciò che si manifesta su un arco di tempo molto lungo è intrinsecamente sottoposto ad incertezza", sottolineano gli esperti. Ma aggiungono anche che oggi, per determinare il valore e, quindi, il prezzo e il rimborso delle Atmp, i Paesi europei adottano criteri che "non si discostano significativamente da quelli utilizzati per altri farmaci", segno che i "i sistemi sanitari siano abbastanza impreparati a valutare le Atmp come un vero e proprio "investimento" più che come spesa corrente sostenuta nella messa a disposizione di soluzioni terapeutiche". La sfida, concludono, "posta da queste terapie innovative è quella di una valutazione che tenga conto, in un appropriato orizzonte temporale, di tutte le dimensioni rilevanti di impatto (clinica, economica, organizzativa etc.) per l'identificazione del valore che caratterizza tali terapie".
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