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Politica e Sanità

08 Luglio 2019

Carenza farmaci, in Uk traghetti per consegna medicinali d’emergenza


Carenza di farmaci, approntato in caso di Brexit "no deal" un servizio di trasporto per farmaci urgenti o carenti

In previsione di una Brexit "no deal" il prossimo 31 ottobre, il governo britannico si prepara all'istituzione di un servizio di trasporto espresso tramite traghetto per tutti i farmaci urgenti o con offerta insufficiente. Tali farmaci, contrassegnati come "beni fondamentali" verranno mobilitati con regime prioritario in piccole spedizioni da consegnare entro le 24-48 ore, attraverso un sistema di traghetti che verranno forniti dal governo.

Carenza di farmaci e approvvigionamento

Come riporta Pharmaceutical Journal, si tratta di una delle ultime misure precauzionali adottate per far fronte all'eventualità di un'uscita dall'Unione Europea senza la definizione di un accordo che preveda misure specifiche per il commercio di farmaci: con l'uscita dall'Ue e senza particolari accordi, la Gran Bretagna verrebbe trattata come un Paese Terzo, con tutte le complicazioni per la mobilitazione di medicinali che ne comporterebbero. Già durante lo scorso aprile, il Dhsc (dipartimento per la Sanità e l'Assistenza sociale) aveva scritto alle case farmaceutiche invitandole a mantenere pronta la scorta di medicinali per sei settimane precedentemente concordata. Alla lettera di aprile è seguita quella di giugno, nella quale Steve Oldfield, chief commercial officer Dhsc, ricordava alle aziende come fosse necessario «mantenere un approccio multilivello verso ogni eventualità, per assicurare la continuità nella fornitura di farmaci e dispositivi medici dopo il 31 ottobre».
La misura del servizio espresso sarebbe stata accolta con generale positività dall'industria farmaceutica, sebbene permangano dubbi e timori per l'eventualità del mancato accordo. Ash Soni, presidente della Royal Pharmaceutical Society, guarda con favore alla misura, ma rimarrebbe preoccupato dalla possibilità che i pazienti decidano di creare una scorta personale, fatto che andrebbe ad aggravare una eventuale situazione di carenza. «Dalla prospettiva di un farmacista, sono anche preoccupato che nei prossimi tre mesi il Governo possa chiedere alle farmacie di incrementare le proprie scorte. Se qualcuno me lo chiedesse, non saprei come farlo».
«È estremamente impegnativo per le compagnie farmaceutiche continuare a prepararsi per un "no deal" - ha commentato Mike Thompson, chief executive della Association of the British Pharmaceutical Industry -. Lasciare la Ue con un accordo rimane l'opzione migliore per minimizzare le potenziali interruzioni nel servizio».

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