Ricetta elettronica veterinaria, su sostituzione e spedizione permangono criticità
Dopo 3 mesi dall'obbligo della ricetta elettronica veterinaria, ci sono ancora criticità: la sostituzione del farmaco e il dosaggio e la spedizione
A poco più di tre mesi dall'entrata in vigore della ricetta elettronica veterinaria, non si sono esaurite le criticità segnalate dai farmacisti, in particolare per quanto riguarda l'operatività per la eventuale sostituzione del farmaco, indicata da alcuni come poco aderente alle esigenze di chi entra in farmacia. Intanto, secondo i dati del Ministero, a oggi Il numero di ricette compilate elettronicamente da parte dei veterinari vede raggiungere la cifra di 655.199 a giugno e di 437.169 a luglio (l'aggiornamento è dell'altro ieri), con 20.681 veterinari che hanno prescritto almeno una ricetta nel sistema da inizio anno e un totale di 2.337.435 ricette che si sono appoggiate al sistema nel 2019.
Le tipologie di sostituzione consentite
Tra le criticità che i farmacisti segnalano c'è anche quella relativa alla procedura da mettere in campo per la sostituzione del farmaco. Come si ricorderà, la sostituzione è possibile laddove il veterinario, nel campo note, non abbia indicato la dicitura non sostituibile o simili. In generale, sono due le casistiche per le quali il farmacista può valutare l'opportunità di sostituzione del solo medicinale veterinario: la prima, meno complessa, riguarda la disponibilità di un farmaco più conveniente (e le casistiche comprendono il «generico», anche nel caso di prescrizione di un medicinale umano in deroga, e il «medicinale di importazione parallela»), che non richiede l'assenso del veterinario. La seconda casistica - sulla quale alcuni farmacisti segnalano tempi non sempre rapidi e adeguati alle esigenze del proprietario dell'animale - riguarda, come ricorda il Manuale del Ministero, il caso in cui sussista l'urgenza di inizio della terapia: se «il medicinale veterinario prescritto non è immediatamente disponibile, il farmacista può consegnare un medicinale veterinario corrispondente purché analogo a quello prescritto nella ricetta per composizione quali-quantitativa del principio attivo e degli eccipienti e per la specie di destinazione, previo assenso del veterinario che ha rilasciato la prescrizione». Ma, come ricapitolato nella Guida redatta da Federfarma, e aggiornata all'inizio del mese, occorre quindi «contattare il veterinario tramite telefonata o mail per richiedere l'accettazione alla sostituzione. Se non si riceve l'assenso scritto via mail o web services entro 5 giorni lavorativi non si può procedere alla sostituzione». Procedura che secondo i farmacisti non sempre è di facile attuazione.
Dosaggio non modificabile
Va comunque ricordato che «un farmaco veterinario si sostituisce con un altro veterinario e mai con un farmaco a uso umano» e che la farmacia «non può fornire medicinali in quantità superiori a quelle indicate nella prescrizione». Dal Manuale ministeriale si evince che «è vietato modificare il dosaggio». Questo anche in caso di assenso del veterinario, «che non sana l'illecito», in quanto «la modifica posologica è di competenza veterinaria». Nel caso, sarà necessario che il veterinario rediga una nuova ricetta.
Errori di spedizione
Errori possono capitare e, come si legge nelle Faq di Federfarma, «laddove il farmacista se ne accorga dopo aver spedito la REV, dal menu, e possibile vedere tutte le erogazioni: se la ricetta e in corso di validità e possibile procedere all'annullamento, sia della singola riga sia dell'intera fornitura».
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